Il sorriso di Falcone e Borsellino diventa scultura in pietra della Majella / VIDEO

25 Ottobre 2019

E' stata realizzata dagli studenti del liceo artistico di Castelli e diventa itinerante (oggi è a Pescara). Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia: "Infiltrazioni di stampo mafioso sempre più segnalate, soprattutto nel mondo Adriatico"

PESCARA. L'immagine storica di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sorridenti, da anni uno degli emblemi della lotta alle mafie, diventa una scultura in pietra della Majella, come simbolo della legalità. L'hanno realizzata gli studenti del liceo artistico di Castelli (Teramo), sotto la guida del maestro e scultore Valentino Giampaoli.

Trentacinque quintali di peso, l'opera, dal titolo «Il Sorriso, omaggio a Falcone e Borsellino», itinerante, per due giorni (fino a domani, sabato 26 ottobre, alle ore 14) è visibile nella questura di Pescara dove è stata scoperta durante una cerimonia. All'iniziativa, nell'ambito del premio Borsellino, hanno preso parte il viceministro dell'Interno, Vito Crimi, il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra, il prefetto Luigi Savina, già vice capo della polizia, il prefetto di Pescara, Gerardina Basilicata, il questore del capoluogo adriatico, Francesco Misiti, rappresentanti delle forze dell'ordine e una delegazione degli studenti che hanno realizzato l'opera, accompagnati dal docente Marcello Mancini. Sulla scultura, realizzata in pietra della Majella per creare un collegamento tra la lotta alle mafie e l'Abruzzo, si legge la scritta «Le idee restano».

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«Lo Stato c'è, quando si parla dello Stato, dell'organizzazione dello Stato che combatte la mafia, noi dobbiamo pensare che questo Stato c'è, è ben organizzato, anche grazie al lavoro fatto da Falcone e Borsellino, ed è ben strutturato per combattere la mafia. Lo Stato è forte, però lo è solo se i cittadini sono forti e se reagiscono», ha detto il viceministro dell'Interno, Vito Crimi, nel corso di un'iniziativa al Comune di Pescara nell'ambito della 24ma edizione del premio Borsellino che gli è stato conferito . Crimi ha sottolineato che la mafia agisce, tra l'altro, con la «paura» e con il «debito». «Ha agito nella mente delle persone e nella cultura portando paura», ha affermato, dicendo ai ragazzi presenti nella sala consiliare: «Non dovete avere paura, ma dovete avere il coraggio delle vostre idee».

Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Nicola Morra, ha fatto un'analisi sulla mafia in Abruzzo: «Attraverso il Molise il territorio del sud dell'Abruzzo è stato particolarmente interessato dalla cosiddetta "quarta mafia", cioè quella foggiana. Poi bisogna aggiungere che un figlio di Totò Riina si trova in Abruzzo e che l'economia abruzzese è anche e soprattutto turismo e nell'economia del turismo, della ristorazione e della ricettività le infiltrazioni di stampo mafioso sono sempre più segnalate, soprattutto nel mondo Adriatico». Secondo Morra «c'è necessità di prestare attenzione e diffondere una cultura antimafia che permetta di acquisire quegli strumenti conoscitivi con cui immediatamente riconoscere un fenomeno, perché non riconoscere una richiesta estorsiva o accettarla perché non si sa come reagire significa concedere campo a queste organizzazioni che sono in guerra con lo Stato»