Imprese, nasce in regione la super società finanziaria

28 Novembre 2019

Nel 2020 ci sarà la fusione tra Abruzzo Sviluppo e la Fira regionale di Felizzi L’annuncio dell’assessore Febbo al convegno con Vietti e l’economista Mauro

PESCARA. Entro il 2020 sarà portato a conclusione il progetto di fusione tra Abruzzo Sviluppo e Fira Abruzzo. Lo ha annunciato ieri a Pescara l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Mauro Febbo, intervenendo alla tavola rotonda organizzata da Fira, nel Museo delle Genti d’Abruzzo, sul ruolo delle finanziarie regionali nelle politiche di sviluppo del territorio. «È un passaggio necessario e non più rinviabile», ha spiegato Febbo, «che permetterà la nascita di un'unica società in house con una mission ben precisa. E alla Fira di proseguire un percorso che la porterà al riconoscimento di intermediatore finanziario sotto il controllo di Banca d'Italia». Febbo ha sottolineato che la fusione per incorporazione «avviene proprio nell'anno Fira per la prima volta presenta il bilancio in attivo».
La tavola rotonda ha messo in evidenza il ruolo delle finanziarie regionali sul territorio nazionale e il rapporto con i fondi di derivazione comunitaria. Chiaro il monito lanciato dall’esperto, l’economista Giuseppe Mauro, che ha evidenziato i dati riferiti a un Abruzzo ancora in affanno. Una regione che non può essere più considerata del Sud ma che comunque ha perso attrattiva economica. A raccontare poi l'esperienza di FinLombarda, la più importante finanziaria regionale in Italia, c'era il presidente Michele Vietti, già componente laico del Consiglio superiore della magistratura, che ha illustrato alcune iniziative adottate in Lombardia sottolineando come nella prossima programmazione, 2021-2027, le Finanziarie regionali siano destinate a svolgere un ruolo decisivo in virtù delle indicazioni che fornirà l'Unione europea.
Dall'esperienza delle Finanziarie regionali alle politiche del credito il passaggio è breve: «Sulle politiche del credito si gioca il futuro dello sviluppo e della crescita di questa regione», è stato detto al convegno. Ma i numeri, ben riferiti da Mauro, ci dicono che lo sviluppo dell'Abruzzo è bloccato perché esiste una difficoltà reale di accesso al credito da parte delle piccole e piccolissime aziende. Se non si sblocca questa situazione, la nostra Regione è destinata a rimanere ferma e a perdere competitività sui mercati nazionali e internazionali. Per Mauro è quindi centrale, in Abruzzo, il problema del credito così come quello della messa in campo di strategie efficaci per aiutare le imprese che vogliono rilanciare le proprie attività puntando su ricerca e innovazione. Sulla stessa frequenza il presidente di Fira, Alessandro Felizzi: «Con la Regione abbiamo avviato una importante interlocuzione con i maggiori istituti bancari presenti sul territorio», ha spiegato Felizzi, «la Regione, del resto, con la pubblicazione del bando Abruzzo Crea, che mette a disposizione delle imprese un fondo di garanzia», ha concluso il presidente di Fira, «ha certamente voluto dare un chiaro messaggio di svolta nelle politiche del credito».