In Abruzzo 85mila stranieri I rifugiati sono 3.500

27 Ottobre 2017

I dati del rapporto sull’immigrazione presentato in Consiglio regionale Gaffuri: «L’emergenza profughi fa dimenticare lo zoccolo duro dei residenti»

L'AQUILA. Secondo l'opinione comune gli stranieri in Italia sarebbero il 30% della popolazione: un'enormità corretta dai dati che emergono dal “Dossier statistico immigrazione 2017” presentato ieri all'Emiciclo. Si tratta del 27esimo documento redatto dal Centro studi e Ricerche Idos con la collaborazione dell'Unar (l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) e della rivista Confronti. A sbarcare sulle coste italiane sono sopratutto richiedenti asilo che provengono da situazioni gravi, disastri naturali, guerre e difficoltà economiche, con continui arrivi che «hanno devastato il panorama della percezione che i cittadini hanno del fenomeno», ha commentato il docente del Dipartimento di Scienze umane dell'università dell'Aquila e componente – insieme ad altre 130 personalità – del Comitato scientifico del dossier, Luigi Gaffuri. «Sono scomparsi quei 5 milioni di cittadini stranieri che sono in Italia e che lavorano, hanno famiglie, fanno la stessa vita degli autoctoni, e che sono lo zoccolo duro dell'immigrazione in Italia. Si parla soltanto degli sbarchi», ha fatto notare Gaffuri, sottolineando che i migranti in fuga sono nel mondo lo 0,9%. Il dossier conduce, dunque, «una contro-narrazione rispetto alla narrazione dei media». I dati elaborati dal rapporto (fonte Istat) dicono che in Italia i cittadini stranieri residenti sono 5.047.028 con una incidenza sul totale della popolazione dell'8,3%. La componente maggioritaria è quella dei romeni (che non sono più non-comunitari), seguono gli albanesi e poi i marocchini. In Abruzzo la presenza degli stranieri residenti ha un'incidenza del 6,5% (85.556 persone) quindi inferiore alla media nazionale. La provincia dell'Aquila è al primo posto fra le quattro province con 24.504 residenti stranieri, pari all'8,1%. Segue Teramo con 23.850 (7,7%), Chieti con 20.823 (5,4%) e Pescara con 17.379 (5,4%). Le etnie maggiormente presenti in Abruzzo sono in linea con il resto d'Italia: quella romena (27.031), albanese (12.196), marocchina (7.323), macedone (4.526), cinese (4.266), ucraina (3.853), polacca (2.732). I macedoni, in particolare, sono una presenza storica in Abruzzo, soprattutto nell'interno del territorio della provincia dell'Aquila e nell'Abruzzo montano dove hanno supplito nelle attività tipiche della regione: la transumanza e la pastorizia montana. Componente forte è quella cinese, soprattutto sul litorale e, in particolare, nella provincia di Teramo.
A preoccupare di più i cittadini è la presenza degli irregolari. Per Gaffuri «l'Abruzzo fa la sua parte rispetto a certi Comuni del Nord Italia che hanno rifiutato in modo indegno la presenza di persone che fuggono da guerre e da disastri di ogni tipo». L'Abruzzo accoglie il 2% dei rifugiati e dei richiedenti asilo. «Sono circa 3.500 persone, che non sono poche, distribuite nei diversi centri di accoglienza straordinaria, in quanto i continui arrivi non permettono di accoglierli nelle strutture abitualmente predisposte. Circa 3.250 sono in tali strutture, i restanti 250 negli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) istituiti dal ministero. Poi c'è tutto il sistema delle cooperative che fanno domanda alle Prefetture (che emettono bandi) e creano soluzioni di assistenza attraverso associazioni, parrocchie e altro». «La Regione», ha detto il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, «partecipa attivamente alla gestione di questi fenomeni. Di recente all’interno della Calre è stato istituito un apposito gruppo di lavoro proprio sui temi dei fenomeni migratori in Europa e si è affrontato anche il delicato tema dei numerosi minori non accompagnati che arrivano sulle nostre coste».