L’allarme della Cgil «Miliardi di lavori sono fermi al palo»

17 Gennaio 2019

Il sindacato critica la nuova legge di bilancio del Governo «Un errore che indebolisce le regole sulla trasparenza»

PESCARA . Il governo cambia la normativa sugli appalti, ma in Abruzzo sono ancora fermi lavori per miliardi di euro. A denunciare «l’errore del governo», sono le segreterie Abruzzo-Molise di Cgil e Fillea Cgil. La legge alla quale il sindacato si riferisce è la numero 145 del 30 dicembre 2018, il famoso bilancio di previsione 2019 e il bilancio pluriennale 2019-2021. In base al nuovo strumento normativo, è cambiata la normativa sugli appalti. In pratica, scrive la Cgil in una nota, «le stazioni appaltanti possono derogare dallo stesso codice sugli appalti e procedere all’affidamento diretto dei lavori di importo pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro dopo aver consultato (se esistono) tre operatori economici». Un principio discutibile, secondo il sindacato, secondo il quale «indebolire le regole sulla trasparenza, la libera concorrenza e la legalità rappresenta un gravissimo errore. Chiediamo che le stazioni appaltanti riflettano sull’opportunità di utilizzare questa deroga, che appunto non è obbligatoria. In nome di una fantomatica semplificazione si introducono infatti elementi di opacità e scarsa trasparenza, penalizzando chi opera sul libero mercato e scaricando sui diritti dei lavoratori le eventuali conseguenze». Inoltre, sottolinea la Cgil, «ripristinando un meccanismo di discrezionalità non si realizzerà alcun beneficio sulla qualità della prestazione, mentre si correrà il rischio di far crescere un sistema fiduciario a favore delle cosiddette clientele, con esiti disastrosi anche sul fronte della corruzione e delle infiltrazioni malavitose nelle aree colpite dal sisma, che tra l’altro ha già altre regole rispetto al codice degli appalti». Il governo ha motivato la deroga per rilanciare il settore delle costruzioni. «In Abruzzo», osserva la Cgil, «avremmo tanto lavoro edile: circa 12 miliardi di euro per terminare la ricostruzione post sisma 2009, 1,5 miliardi per la ricostruzione post terremoto 2016-17, 1,5 miliardi dl Masterplan, 4,5 miliardi relativi al Pef (Piano economico-finanziario) di Strada dei Parchi, e poi ci sarebbero altre progetti come scuole sicure, riqualificazione delle periferie, Anas, beni culturali. Eppure i cantieri non si aprono. Perché», chiede la Cgil?
«Chiediamo con forza», conclude il sindacato, «che il governo metta subito l’Ufficio Speciale dei comuni del cratere (Usrc) e l’Ufficio Speciale della ricostruzione del comune dell’Aquila (Usra) in condizioni di far ripartire la ricostruzione post sisma 2009, che semplifichi le procedure della ricostruzione 2016-17, che potenzi l’Ufficio speciale per la ricostruzione della regione Abruzzo (Usr), che sblocchi i finanziamenti per la A24 e la A25 e approvi il Pef di Strada dei Parchi. Infine riteniamo che la Regione debba prendere in considerazione l’idea di stipulare con Cgil, Cisl e Uil un protocollo sugli appalti ».