L’Aquila cambia: adesso si paga L’obiettivo è trattenere chi c’è

31 Luglio 2014

L’AQUILA. Un premio agli studenti “attivi”; la seconda rata non superiore a cento euro per chi ha un reddito Isee basso; sconto di 150 euro per gli studenti che hanno familiari iscritti, nello stesso...

L’AQUILA. Un premio agli studenti “attivi”; la seconda rata non superiore a cento euro per chi ha un reddito Isee basso; sconto di 150 euro per gli studenti che hanno familiari iscritti, nello stesso anno accademico, nelle facoltà di Chieti e Teramo. Esenzione, infine, per studenti in corso con reddito Isee inferiore a 10.632 euro, che abbiano conseguito almeno 12 crediti formativi alla data del 10 agosto. Insomma, dopo sei anni di esenzione indiscriminata dalle tasse nell’ateneo aquilano si torna a pagare. Il nuovo sistema di tassazione, definitivamente approvato ieri dal Consiglio d’amministrazione universitario, entrerà in vigore nell'Anno accademico 2014/2015, ma solo a partire dalla seconda parte, in quanto fino alla fine dell'anno il ministero ancora copre la prima rata, in virtù dell'Accordo di programma sottoscritto con l'Università per sostenerla nella fase del post-sisma.

A detta della rettrice, Paola Inverardi – che ha il difficile e impopolare compito di reintrodurre la tassazione e traghettare l'Ateneo della città terremotata verso il ritorno alla normalità – la nuova tassazione «è innovativa e basata su princìpi di equità». E mira a ottenere un’entrata dalla stimabile intorno ai 14 milioni, sinora coperti dallao Stato. Per fugare polemiche e accuse di approssimazioni e imprecisioni nella nuova tassazione, la Inverardi chiarisce che essa «è frutto di un lavoro lungo e complesso». Si tratta di un sistema «pensato in relazione al reddito, ma anche volto a premiare la capacità di uno studente di maturare crediti nel corso dei suoi studi, almeno 12 in un anno», spiega la rettrice, «andando a premiare non tanto il merito di eccellenza (metodo adottato dalla maggior parte degli atenei italiani), ma la capacità di partecipare alla vita universitaria e stare dentro al sistema». E poi ci sono una serie di deduzioni che tengono conto delle condizioni famigliari, una novità anche questa. «In un contesto di crisi e spending review, ma anche nell’ottica di un ritorno rapido a un'amministrazione normale, non possiamo chiedere al ministero di continuare a finanziarci», spiega la rettrice.

Lo stato prolungato dell’esenzione delle tasse ha falsato, o comunque reso poco trasparente e interpretabile, la situazione reale delle fasce sociali e di reddito a cui gli studenti appartengono. Quel che è certo, e lo sa anche la rettrice, è che con la reintroduzione delle tasse, gli iscritti sono destinati a scendere vorticosamente dagli attuali 23.365 (anno accademico 2013/2014) agli stimati (per eccesso) 21.353 del prossimo anno. Un rischio da correre, ma che può essere lo sprone agli amministratori locali a darsi da fare per rendere al più presto appetibile e fruibile la città agli occhi degli studenti che dopo il diploma devono scegliere dove laurearsi. Nel dettaglio del decreto, si specifica che: per quanto riguarda la prima rata, l’iscrizione è di 198,39 euro; per chi ha reddito Isee da 0-14mila euro, la seconda rata ammonta a 100 euro; per chi lo ha da 14mila a 44mila, il calcolo da fare è il seguente: 100 euro + 0,025 x (Isee-14mila). Per chi ha un reddito superiore ai 44mila euro la seconda rata è di 850 euro. Tra oggi e domani sul sito dell'Ateneo sarà, inoltre, disponibile un calcolatore digitale per verificare l'ammontare della propria rata.

Marianna Gianforte

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