La montagna salva la stagione con le bike e un taglio ai prezzi

Gli operatori cercano di arricchire l’offerta con arrampicate sportive, parchi attrezzati e ippovie «Servono investimenti e collaborare tutti insieme. E la Regione apra un confronto con noi»
OVINDOLI. Cambia il turismo estivo in montagna, cambia la tipologia degli utenti e cambiano anche i tempi. Ma anche la montagna, per andare al passo con i tempi, ha bisogno di cambiare, di variare l'offerta turistica, di nuove infrastrutture, di fare sistema con l'aiuto del pubblico. La stagione estiva volge al termine e si fanno già i primi bilanci di una estate che, dal punto di vista meteo, è stata impietosa anche se a risollevarne le sorti sono stati in parte i ciclisti che con le loro montain-bike hanno usufruito delle sciovie per salire in quota.
Massimiliano Bartolotti, responsabile di Monte Magnola impianti di Ovindoli, parla di «un inizio stagione negativo» e di «una sostanziale tenuta ad agosto». «Le presenze dell'anno scorso», spiega, «sono state dovute anche al caldo che si è registrato a Roma. I numeri di agosto sono stati confermati ma, oggi più che mai, vincono le località che hanno fatto investimenti, con alberghi con servizi in più e stessi prezzi, spesso anche più bassi, come avviene un po’ in Puglia ed Emilia Romagna. Bisogna dare atto agli imprenditori che, nonostante la difficoltà degli accessi al credito, stanno lavorando molto per migliorare le cose. La stagione estiva», ha spiegato, «ha bisogno di infrastrutture più di quella invernale che punta sulla neve. Servono ippovie, pareti di arrampicata, percorsi per mountain-bike. Una volta bastava che fosse caldo a Roma affinché i turisti si riversassero in montagna. Ora serve di più. Siamo un po’ indietro in Abruzzo rispetto al Nord. Mi auguro che il presidente della Regione», conclude Bartolotti, «visto che ha trattenuto la delega sul Turismo a sé, abbia l'intenzione di generare opportunità con il turismo e stimolare questa macchina che altrove ha creato posti di lavoro e grande sviluppo».
Umberto Beomonte Zobel, responsabile delle strutture a Campo Imperatore, ha parlato di «incassi allineati a quelli dell'anno scorso». «Abbiamo notato un incremento dei cicloturisti e dell'utilizzo della funivia», ha sottolineato, «ma il problema è che bisogna investire di più per dare un assetto più moderno a tutte le strutture e un'offerta ancora più mirata che non riusciamo a fornire a causa della carenza di fondi e di autorizzazioni». Luca Lallini, degli impianti di Campo Felice, ci ha provato creando alternative per l'arrampicata sportiva, parchi attrezzati, giochi e aree per il divertimento dei giovani e dei bambini. «Il turismo della nostra zona non è ricco», ha affermato, «c'è stata la riapertura della seconda casa. Ciò ha fatto sì che non ci fosse un grande flusso di turisti che spendono. Ma abbiamo avuto un grosso incremento sul turismo legato al ciclismo. Inoltre abbiamo creato alternative per altri sport e per aree attrezzate. Se in ogni zona ci fossero più attrattive si muoverebbe più turismo. Serve però l'intervento del pubblico».
«Giugno e luglio mesi da dimenticare, ad agosto presenze in ripresa ma riducendo le tariffe delle attività ricettive e turistiche per fare cassa». Questo il primo bilancio della stagione turistica in montagna da parte di Ernesto Paolo Alba, imprenditore di 55 anni, presidente del Consorzio Alto Sangro Turismo dopo essere stato eletto, nello scorso mese di marzo, nuovo presidente dell’Associazione albergatori e ristoratori del Parco nazionale d’Abruzzo. «Le cose non sono andate bene principalmente per la crisi e per le condizioni climatiche nella prima parte dell'estate, mentre ad agosto si sono riconsolidate le presenze, applicando però un ribasso del 20 per cento sui prezzi e cavalcando l'onda del risparmio, ma deprezzando una realtà territoriale che negli anni scorsi veniva premiata per le sue peculiarità ambientali ed enogastronomiche».
Al crollo delle presenze corrisponde infatti un crollo del fatturato, difficile da quantificare, in quanto riguarda anche l’andamento economico dell’indotto: servizi, trasporti, ristorazione, pubblici esercizi, bar e anche eventi cultuali e spettacoli, visite guidate, mostre ed escursioni. «A monte di tutto c’è il fondamentale problema della costruzione dell’offerta» accinge Alba «poiché siamo troppo sparpagliati sulla zona. Bisogna mettere insieme le vocazioni comuni degli attori del territorio. Bisogna collaborare. Se non si sta insieme non si va da nessuna parte, soprattutto nei periodi di crisi come questo. Il consorzio Dmc (Destination Management Company) aveva questo compito, ma non è stato in grado di svolgerlo completamente. Ora l'augurio è che il nuovo governatore regionale, Luciano D'Alfonso, apra un tavolo di confronto con gli operatori turistici di questa zona e la speranza è che i principali istituti di credito sospendano i mutui a medio e lungo termine per evitare di strozzare e decretare la morte di molte attività economiche già in crisi». Crollo di presenze anche a Scanno, dove il crollo dei consumi per la crisi economica e il maltempo hanno generato un risultato negativo. «La fotografia delle prime settimane della stagione estiva è tragica» dice il presidente della Cooperativa operatori turistici Alto Sagittario, Giuseppe Marone «e ora c' è la necessità di non farsi più cogliere dalle brutte sorprese dei vuoti improvvisi di presenze attraverso una costante programmazione e una rete fra portatori d’interesse, operatori turistici, attività produttive e di servizi. Un esempio lo sono le Dmc, che rappresentano un nuovo modo di organizzare il turismo facendo sistema: in Abruzzo sono in rete oltre 5mila imprese. Ma occorre capire anche cosa vuole fare in tal senso la Regione» conclude Marone «da cui dipendono tanti progetti per il rilancio del turismo, estivo e invernale».
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