La Uil: «Mancano 290 milioni Ora è una corsa ad ostacoli»
PESCARA. «La quantità delle risorse è un grave problema, perché il passaggio dell'Abruzzo da “regione competitività” a “regione in transizione”, ha comportato un taglio, con un impegno del governo,...
PESCARA. «La quantità delle risorse è un grave problema, perché il passaggio dell'Abruzzo da “regione competitività” a “regione in transizione”, ha comportato un taglio, con un impegno del governo, non quantificato, ad indennizzare l'Abruzzo con più risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, il nuovo Fas». Roberto Campo, segretario regionale Uil, definisce una corsa ad ostacoli, con scadenza il 22, la definizione dei Programmi operativi.
Il Fesr conterà su 259 milioni (invece dei 347 del ciclo 2007-2013), mentre il Fondo Sociale (Fse) avrà 114 milioni (invece di 316,5 milioni). Complessivamente, 290 milioni in meno. Per colmare il buco, l'Abruzzo attende che il governo decida l'entità dell'indennizzo promesso (si spera in 190 milioni). «Un'altra parte della riduzione», fa notare Campo, «deriva dall'obbligo che le Regioni hanno avuto di riversare risorse sui Programmi operativi nazionali: l'Abruzzo ha dovuto mettere 75 milioni. Per riprenderli dovrà vincere progetti nazionali, che suggeriamo siano costruiti nell'ambito della Macroregione Adriatico Ionica».
Per quanto riguarda il Feasr (agricoltura), invece, la dotazione resta robusta: 439 milioni.
Per l'8 luglio, sindacati e associazioni d'impresa illustreranno le proprie osservazioni. Cgil, Cisl, Uil si confronteranno anche con Confindustria. «Il presidente D'Alfonso», fa sapere infine Campo, «ha risposto positivamente a una delle richieste più importanti avanzate da Cgil, Cisl, Uil e Confindustria: un'autorità unica di gestione della Programmazione, la cui necessità è ancor più stringente vista la riduzione delle risorse disponibili».

