«Le banche non danno soldi neanche per le nuove costruzioni»

«L'accesso al credito oggi è quasi impossibile. Nel mio settore una volta le banche davano soldi anche per acquistare terreni e costruire appartamenti da vendere. Oggi non solo non danno soldi per...
«L'accesso al credito oggi è quasi impossibile. Nel mio settore una volta le banche davano soldi anche per acquistare terreni e costruire appartamenti da vendere. Oggi non solo non danno soldi per acquistare i terreni, ma neanche per l'avvio delle costruzioni». A spiegare quanto la questione credito renda difficile, e in alcuni casi impossibile, la sopravvivenza delle imprese, è Mario Gasbarri (nella foto), presidente di CreditFidi Chieti e titolare delle ditte Gasbarri e Atlante Costruzioni, il quale racconta una vicenda che lo ha visto protagonista. «Avevamo chiesto un mutuo ad una banca piuttosto importante», afferma Gasbarri, «per completare le rifiniture di 24 appartamenti quasi finiti. Hanno voluto tutti i compromessi fatti con i clienti e copia dei relativi bonifici. Dopo cinque o sei mesi ci hanno chiesto altri documenti e alla fine è arrivato il via libera. C'è stata, però, una sorpresa: a fronte di un mutuo da 1,1 milioni di euro, dopo sette mesi ci hanno chiesto 400mila euro a garanzia. E' una cosa assurda, se avessi avuto quei soldi l'edificio lo avrei finito. Abbiamo annullato tutto e dopo altri due mesi ci sono stati addebitati settemila euro per le spese di istruttoria della pratica. Immaginiamo che cosa poteva accadere se invece che ad una banca sola mi fossi rivolto a più istituti», osserva l'imprenditore: «Abbiamo rischiato il fallimento, stavamo per chiudere, ma alla fine, per fortuna, la questione si è risolta».
Oltre al credito ad esasperare le imprese c'è la pressione fiscale. «Le aziende», spiegano due imprenditori del Chietino che chiedono di restare anonimi, «fanno difficoltà ad andare avanti a causa dell'appesantimento fiscale. E nella maggior parte dei casi non c'è corrispondenza tra pagamenti consistenti e servizi offerti. Lo Stato dovrebbe andare in contro alle imprese e invece le tasse, negli anni della crisi, sono aumentate . Negli ultimi tempi siamo anche stati costretti a licenziare. Ormai siamo in balia delle sorti del mercato, si naviga a vista e questo», concludono i due imprenditori , «rende impossibile creare delle strategie, perché può succedere di tutto». (l.d.)

