Le produzioni della Maiella modello per l’Europa verde

6 Settembre 2016

Le azioni del Gal per la tutela delle coltivazioni locali presentate in Irlanda alla Conferenza di Cork, unico progetto italiano tra i quindici ammessi

PESCARA. Più del singolo prodotto potè la comunità, una vera e propria rete di produttori, giovani e donne in testa, capaci di esprimere l'unicità del territorio di appartenenza nelle tante sfaccettature. È quanto accaduto nell'entroterra della provincia di Chieti (oltre 80 Comuni) intorno al vino cotto, la cipolla piatta di Fara Filiorum Petri, l'olio monovarietale di intosso, il salsicciotto frentano, i dolci tipici da forno, il peperone dolce di Altino, il fico reale di Atessa, la ventricina dell'alto Vastese, il carciofo di Cupello e le pesche dell'entroterra Vastese. Un potenziale fino ad oggi inespresso e che ora diventa motore di iniziative, sviluppo, benessere.

Come sta raccontando Carlo Ricci, responsabile del progetto del Gal Maiella Verde “10 sapori da salvare”, ieri e oggi a Cork, in Irlanda, alla nuova conferenza organizzata dalla Commissione europea (la prima del 1996 fissò i principi per “Un’Europa rurale viva”). Quello abruzzese, tra i quindici scelti, è l'unico progetto italiano. Un case history, un modello da prendere ad esempio. «Significa» spiega Ricci, tra gli ideatori e fondatori di Maiella Verde, primo Gal (Gruppo di azione locale) della regione, «che la Commissione ha riscontrato in questa nostra esperienza realizzata nell'ambito del Piano di sviluppo rurale 2007-2013, elementi in linea con le politiche del futuro. La valorizzazione della diversità agricola ha permesso in modo concreto ai piccoli produttori di essere protagonisti con azioni collettive di moderna partecipazione, recuperando un capitale di fiducia nelle produzioni tipiche del territorio». «A volte il problema è dare motivazioni nuove a vecchi mestieri, vecchi nel senso di senilità» considera Ricci. «Coltivare la terra non è attrattivo per i giovani ma può diventarlo se cambiano le motivazioni e si riscontra gratificazione sociale. Com'è successo in Abruzzo. Dalla rivalutazione economica della filiera del peperone dolce di Altino sono nate tre nuove imprese, così per la ventricina dell'Alto Vastese, o per l'olio monovarietale di Intosso (l'oliva tipica della fascia pedemontana della Maiella, in particolare gli altopiani tra Casoli e Guardiagrele, ndc) che ora va moltissimo sul mercato e sta entrando tra i presìdi Slow Food. Singole esperienze che abbiamo fatto diventare una vera rete di produttori che collaborano, una collettività moderna e dinamica, cosa che non avrebbero mai fatto da semplici agricoltori». «Ci fa piacere essere scelti tra le esperienze innovative europee a vent'anni dalla prima Conferenza di Cork, significa che abbiamo lavorato sulla strada giusta e continueremo a farlo puntando sullo sviluppo delle produzioni tipiche delle aree interne» dichiara il presidente del Gal Maiella Verde, Tiziano Teti. «In questa fase» aggiunge «stiamo partecipando al nuovo bando regionale per il nuovo Psr 2014-2020. Un progetto condiviso con le aziende del territorio, che presenteremo entro il 9 settembre contando di seguire la strategia già intrapresa».

Jolanda Ferrara