Legnini: «Investire nella giustizia conviene»

Il vicepresidente del Csm all’iniziativa promossa dai magistrati di “Area” Domani il nuovo portale dell’organo di autogoverno: saremo una casa di vetro
L’AQUILA. «Fare in modo che la giustizia non sia più un problema ma piuttosto una leva fondamentale per la credibilità del Paese. E affinché ciò accada dobbiamo ingaggiare tutti una battaglia feroce per recuperare il terreno sul fronte dei tempi, ancora troppo lunghi, e dei valori. E il recupero dei valori significa anche essere consapevoli della drammaticità delle domande nuove che arrivano dalla società. Significa dare risposte anche quando il problema è di rilevantissima portata». Così il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, ieri all’Aquila per il convegno promosso da Area, la corrente che riunisce Magistratura democratica e Movimento per la giustizia. E accanto a Legnini, magistrati e consiglieri di Corte di Cassazione, nonché Gian Carlo Caselli impegnato su più fronti nella sua lunga carriera in magistratura e oggi presidente del comitato scientifico della fondazione “Osservatorio Agromafie”. «Investire e credere nella giustizia conviene ai cittadini e all’intero Paese. Tempi a parte, noi parliamo troppo male della giustizia italiana di cui invece dobbiamo essere orgogliosi. Gli altri Paesi», ha aggiunto Legnini, «ci guardano con attenzione». Parlando poi del processo di ricostruzione e di riforma della giustizia, Legnini si è soffermato sul nuovo portale, attivo da domani, «che trasformerà il Csm in una casa di vetro». Quindi le “vere” problematiche del Paese, rappresentate da «illegalità economica, evasione fiscale, corruzione, mafia... Finché ci sarà tutto questo il Paese non andrà da nessuna parte. Abbiamo un’infinità di risorse che vengono rapinate dalla criminalità. E ciò lascia senza fondi le buone cose su cui una nazione dovrebbe investire, a cominciare proprio dalla giustizia».
Di etica, responsabilità del risultato e di indipendenza ha parlato Caselli, che ha invitato i magistrati a non nascondere le proprie idee e le passioni civili. «Pericolosa, per chi giudica, è l’indifferenza a idee e valori. A nuocere a un magistrato e alla sua autonomia sono le appartenenze occulte, la partecipazione a comitati d’affari». E anche Caselli ha posto l’accento sul problema dell’illegalità economica «che toglie risorse allo Stato». Infine, restando in tema di risorse, Carlo Peretti (presidente dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila), ha confermato – a margine del convegno – l’arrivo in autunno di tre magistrati di prima nomina al tribunale aquilano: «All’appello ne mancano ancora altri, ma questo è, comunque, un segno di attenzione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

