siccità

L’estate infiamma l’Abruzzo: scattano i blocchi dell’acqua

22 Giugno 2026

Ruzzo Reti punta sul monitoraggio, Sasi ricorre alle chiusure serali e l’Aca sfrutta le sorgenti

PESCARA

Questo fine settimana rovente ha portato le temperature oltre i 32 gradi, battezzando un inizio d’estate che da circa una settimana stringe gli abruzzesi nella morsa del caldo. Nella giornata di ieri le spiagge sono diventate un litorale gremito di bagnanti in fuga dall’afa soffocante di metà giugno e, in un contesto così torrido, il fabbisogno idrico impenna: ci si lava e si beve molto di più, mandando i consumi domestici alle stelle e le reti idriche in forte pressione. Per prevenire i distacchi della fornitura, le società del territorio hanno rispolverato i piani d’emergenza preparati in inverno per reggere l’urto della stagione. Intanto, però, compaiono i primi segnali di sofferenza.

I PRIMI BLOCCHI SULLA RETE

La società acquedottistica della provincia di Teramo, la Ruzzo Reti spa, si è mossa mercoledì scorso a Giulianova con uno stop programmato dalle 9 alle 17 sul lungomare Spalto e nelle vie limitrofe per il monitoraggio delle perdite. Sempre nel teramano, a Pineto, il forte incremento dei consumi ha imposto, sabato scorso, la chiusura notturna dei serbatoi, fra gli altri, di Mutignano e contrade Cannuccia, Costa del Mulino e Cretone. Nel mentre la Sasi spa, nella provincia di Chieti, ha dovuto affrontare i primi disagi nelle ore di punta ricorrendo a urgenti interruzioni notturne. Ad Ortona, ad esempio, si sono susseguite due interruzioni consecutive dalle 23 alle 6. Si aggiungono, infine, gli interventi straordinari annunciati dall’Aca spa, che ha attivato misure d’emergenza per gestire le criticità improvvise delle reti di Ripa Teatina, Atri, Francavilla al Mare e Pescara.

INVESTIMENTI STRATEGICI

Di fronte all’impatto del caldo estivo sulla rete, Alessia Cognitti, presidente e amministratore delegato della Ruzzo Reti spa – che gestisce il servizio idrico integrato per 39 dei 40 comuni, ad esclusione di Fano Adriano che lo gestisce in proprio – fa il punto nel Teramano. «Negli ultimi anni abbiamo realizzato investimenti importanti sul territorio, che oggi ci permettono di accusare meno l’impatto della crisi idrica nei periodi più caldi. Sia chiaro, ci troviamo sempre in una situazione di emergenza determinata dal fattore climatico, tuttavia la stabilità è superiore rispetto al passato». Ma quando il caldo estremo si prolunga per mesi, la carenza della materia prima in quota impone un supporto d’emergenza. «Nella provincia di Teramo l’area che soffre di più è la Val Vibrata, essendo la parte terminale della nostra rete idrica. Quando si registra una carenza d’acqua, la pressione cala e la parte finale del sistema ne risente di più. In particolare è il comune di Sant’Egidio a tendere alla sofferenza. Proprio per questo abbiamo già progettato un grande serbatoio di accumulo, che dovrebbe entrare in funzione dall’anno prossimo».

«NEL VASTESE RETI DISASTRATE»

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Anche nella provincia di Chieti si fa il punto in vista dei mesi caldi. «Ad oggi non abbiamo grossi problemi perché abbiamo una buona situazione alle sorgenti», dichiara il presidente della Sasi spa – l’ente che gestisce il servizio idrico integrato per i 92 Comuni del Chietino – Nicola Scaricaciottoli. «Le aree più critiche rimangono quelle del Vastese e dell’alto Vastese perché abbiamo una situazione delle reti ancora più disastrata. I Comuni che vanno più in sofferenza sono quelli posizionati in alto, come, ad esempio, Furci, Cupello e Monteodorisio. La causa principale di queste interruzioni è una rete che non sopporta le pressioni elevate. Allo stesso tempo, però, non possiamo abbassare la pressione in modo eccessivo, altrimenti alcuni serbatoi non si riempiono con la velocità necessaria per poter erogare l’acqua il giorno dopo. Per questo motivo siamo costretti a effettuare delle chiusure programmate notturne. C’è da dire, però, che due anni fa eravamo a un tasso di perdite del 61% e rotti, mentre oggi, secondo l’ultimo rilevamento, siamo scesi al 41% circa». Nel mentre le contromisure sono cambiate: «Abbiamo aggiornato il piano d’emergenza qualche settimana fa. Sasi ha già predisposto e può gestire 4 autobotti di proprietà nostra, a cui si aggiungono 3 autobotti private. Inoltre, abbiamo preparato una ventina di serbatoi piccoli ma portatili: all’occorrenza possiamo spostarli e trasferirci tempestivamente nelle zone che si trovano in difficoltà». E conclude: «Dall’anno prossimo entrerà in funzione un nuovo potabilizzatore capace di fornire circa 200 litri al secondo».

IL BILANCIO DELL’ACA

Il direttore tecnico di Aca spa (azienda comprensoriale acquedottistica) di Pescara, che copre 64 comuni abruzzesi, l’ingegnere Lorenzo Livello, traccia un bilancio positivo: «Le abbondanti precipitazioni invernali hanno ricaricato le falde montane che alimentano le nostre sorgenti, tali da incrementare la loro dotazione idrica con sfiori che si stanno registrando ancora oggi su tutte le sorgenti, facendoci ben sperare per fronteggiare la maggior richiesta di consumo estivo. I lavori del Pnrr di sostituzione dell’acquedotto Giardino da Popoli a Pescara e l’ingegneria delle reti sui comuni dell’area metropolitana che termineranno tra giugno e agosto, daranno anch’essi i loro benefici già nell’estate corrente, garantendo minori perdite di rete e conseguentemente una miglior distribuzione idrica».

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