L’estate infiamma l’Abruzzo: scattano i blocchi dell’acqua

Ruzzo Reti punta sul monitoraggio, Sasi ricorre alle chiusure serali e l’Aca sfrutta le sorgenti
PESCARA
Questo fine settimana rovente ha portato le temperature oltre i 32 gradi, battezzando un inizio d’estate che da circa una settimana stringe gli abruzzesi nella morsa del caldo. Nella giornata di ieri le spiagge sono diventate un litorale gremito di bagnanti in fuga dall’afa soffocante di metà giugno e, in un contesto così torrido, il fabbisogno idrico impenna: ci si lava e si beve molto di più, mandando i consumi domestici alle stelle e le reti idriche in forte pressione. Per prevenire i distacchi della fornitura, le società del territorio hanno rispolverato i piani d’emergenza preparati in inverno per reggere l’urto della stagione. Intanto, però, compaiono i primi segnali di sofferenza.
I PRIMI BLOCCHI SULLA RETE
La società acquedottistica della provincia di Teramo, la Ruzzo Reti spa, si è mossa mercoledì scorso a Giulianova con uno stop programmato dalle 9 alle 17 sul lungomare Spalto e nelle vie limitrofe per il monitoraggio delle perdite. Sempre nel teramano, a Pineto, il forte incremento dei consumi ha imposto, sabato scorso, la chiusura notturna dei serbatoi, fra gli altri, di Mutignano e contrade Cannuccia, Costa del Mulino e Cretone. Nel mentre la Sasi spa, nella provincia di Chieti, ha dovuto affrontare i primi disagi nelle ore di punta ricorrendo a urgenti interruzioni notturne. Ad Ortona, ad esempio, si sono susseguite due interruzioni consecutive dalle 23 alle 6. Si aggiungono, infine, gli interventi straordinari annunciati dall’Aca spa, che ha attivato misure d’emergenza per gestire le criticità improvvise delle reti di Ripa Teatina, Atri, Francavilla al Mare e Pescara.
INVESTIMENTI STRATEGICI
Di fronte all’impatto del caldo estivo sulla rete, Alessia Cognitti, presidente e amministratore delegato della Ruzzo Reti spa – che gestisce il servizio idrico integrato per 39 dei 40 comuni, ad esclusione di Fano Adriano che lo gestisce in proprio – fa il punto nel Teramano. «Negli ultimi anni abbiamo realizzato investimenti importanti sul territorio, che oggi ci permettono di accusare meno l’impatto della crisi idrica nei periodi più caldi. Sia chiaro, ci troviamo sempre in una situazione di emergenza determinata dal fattore climatico, tuttavia la stabilità è superiore rispetto al passato». Ma quando il caldo estremo si prolunga per mesi, la carenza della materia prima in quota impone un supporto d’emergenza. «Nella provincia di Teramo l’area che soffre di più è la Val Vibrata, essendo la parte terminale della nostra rete idrica. Quando si registra una carenza d’acqua, la pressione cala e la parte finale del sistema ne risente di più. In particolare è il comune di Sant’Egidio a tendere alla sofferenza. Proprio per questo abbiamo già progettato un grande serbatoio di accumulo, che dovrebbe entrare in funzione dall’anno prossimo».
«NEL VASTESE RETI DISASTRATE»
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