Lo spoil system è bloccato Forza Italia va all’attacco

22 Maggio 2019

Regione, nel mirino degli azzurri (dopo Tua e Arap) finisce il Consorzio di Bonifica Il consigliere D’Amario chiede al governatore qual è lo stipendio del commissario

PESCARA. Forza Italia tira la volata per lo spoil system in Regione. Ma dopo la Tua, passata al leghista Gianfranco Giuliante, e l’Arap, del dimissionario Giampiero Leombroni, il meccanismo di ricambio al vertice delle società controllate e degli enti strumentali si è bloccato. Ma gli azzurri tornano alla carica e questa volta prendono di mira il Consorzio di Bonifica Centro, l’ente stravolto tre anni fa dall’arresto del vertice e dalla nomina di ben due commissari, da parte dell’ex governatore Luciano D’Alfonso, l’ultimo dei quali è però finito ieri al centro di un’interpellanza rivolta al presidente Marco Marsilio e depositata dal consigliere regionale di Forza Italia, Daniele D’Amario, alla presidenza del Consiglio regionale.
Sono due i passaggi attorno ai quali ruota l’interpellanza: l’entità dei compensi percepiti dal commissario del Consorzio (ente che, ricordiamo, ha aumentato del 40 per cento il canone dell’acqua), e la loro trasparenza.
Secondo D’Amario gli stipendi sarebbero troppo elevati ma, al tempo stesso, non resi pubblici. Tocca a Marsilio dare adeguate risposte. «Fare piena luce circa alcune posizioni e decisioni assunte dal commissario del Consorzio di Bonifica Centro, l’avvocato Luciana Di Pierdomenico, in merito alla non pubblicazione di alcuni importanti dati come tutta la documentazione relativa all’importo del proprio compenso e alla somma totale dei rimborsi spese maturate fino ad oggi». Questa è la prima richiesta avanzata dal consigliere di Forza Italia.
«Sapere inoltre», si legge ancora sull’atto, «se al commissario sia stato applicato il decreto presidenziale del 29 maggio 2003 numero 70, secondo il quale la retribuzione stabilita a favore dei commissari dei consorzi di bonifica è pari a 3.351 euro mensili lordi, oltre ai rimborsi spese se dovuti, ovvero se la retribuzione dell’avvocato Di Pierdomenico sia pari al 50 per cento dell’emolumento di un consigliere regionale (circa 9mila euro, ndr) come stabilito dal decreto. Quindi è urgente conoscere quali provvedimenti voglia assumere l’amministrazione Regionale qualora le retribuzioni erogate al commissaria non siano state pari a quanto disciplinato dal citato decreto».
D’Amario poi contesta la posizione che il commissario avrebbe assunto verso di lui: «Non consentendo alcun controllo e/o vigilanza sulla documentazione richiesta e cioè sul suo compenso e sui rimborsi spese percepiti in funzione della carica commissariale (ricoperta dal 21 aprile del 2017, ndr)». Per il consigliere regionale di maggioranza «rientra nell’esercizio delle funzioni istituzionali del consigliere regionale il diritto ad accedere alle informazioni, notizie e documenti amministrativi, ottenendone visione e/o copia, di un ente pubblico economico non territoriale vigilato dalla Regione, come peraltro stabilito dallo statuto regionale, e ancor più se tali informazioni sono riportate (o non lo sono affatto) in maniera lacunosa sul sito istituzionale dell’ente in questione».
«I Consorzi di Bonifica», conclude D’Amario, «in quanto enti con personalità giuridica pubblica, svolgenti funzioni su delega delle Regioni, non possono sottrarsi all’applicazione di principi generali, come stabilito tra l’altro dall’Anac. Di conseguenza l’attuale commissario ha il dovere oltre che l’obbligo di fornire i dati che gli sono stati richiesti da tempo».