Medici di guardia, vinta l’ultima battaglia

2 Luglio 2019

Indennità di rischio: il giudice del lavoro di Chieti accoglie 5 ricorsi dopo la sentenza della Consulta

CHIETI . Nuovo capitolo giudiziario nella vicenda che vede contrapposti i medici della continuità assistenziale alle Asl, per il pagamento delle indennità di rischio. A scriverlo è stato il giudice del lavoro del tribunale civile di Chieti, Ilaria Prozzo, con ben cinque sentenze emesse il 27 giugno scorso, che ha condannato la Asl di Chieti a pagare le indennità di rischio sospese nel 2017. Ad assistere i ricorrenti è stato l’avvocato Riccardo Crocetta, del Foro di Chieti.
Le cinque pronunce giungono dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della legge 14 del 2018 con la quale la Regione Abruzzo, dopo aver sospeso le indennità di rischio a seguito di una richiesta di chiarimenti da parte della corte dei conti, le aveva ripristinate. Tuttavia, quella legge era stata impugnata innanzi la Corte Costituzionale dall’Avvocatura dello Stato, che la riteneva in contrasto con gli articoli 3 e 117 della Costituzione. E si arriva al 25 giugno 2019, e alla sentenza del “giudice delle leggi”, che dichiara l’incostituzionalità della norma regionale, in quanto la Regione aveva legiferato in materia espressamente riservata alla competenza dello Stato, in particolare violando la esclusiva competenza della Contrattazione Collettiva.
A parere dell’avvocato Riccardo Crocetta, che difende i medici di continuità assistenziale, «la Corte Costituzionale ha ribadito un principio di diritto assolutamente condivisibile: la Regione non può legiferare in materie che, come quella in questione, non sono riservate alla sua competenza e in ogni caso, la Corte Costituzionale non ha affatto escluso che la indennità di rischio fosse compatibile con il Contratto Collettivo nazionale, come invece ritenuto dall’Avvocatura dello Stato, e dalle ASL Abruzzesi».
Questa sentenza è stata quindi portata all’attenzione del giudice del lavoro del tribunale di Chieti, che «condividendo le tesi esposte dalla difesa dei medici, con 5 sentenze emesse il 27 giugno 2019», spiega l’avvocato Crocetta, «ha confermato l’orientamento consolidato dei Tribunali abruzzesi, ribadendo la legittimità della indennità di rischio».
I medici, tutti difesi dallo studio legale Crocetta di Chieti, hanno quindi ottenuto dal Tribunale di Chieti la condanna della Asl 02 a pagare quanto «illegittimamente non corrisposto loro dal 2017 a titolo di indennità di rischio».
La battaglia legale non finisce qui. Altre cause, con lo stesso motivo di contenzioso, devono essere ancora decise dai tribunali abruzzesi e soprattutto dalla Corte di Appello dell’Aquila, dato che le Asl hanno impugnato le sentenze favorevoli ai medici emesse in primo grado dai tribunali.
Secondo il dottor Sandro Campanelli, segretario regionale Fimmg continuità assistenziale «dopo questa ulteriore sentenza del Tribunale di Chieti e dopo che la Corte dei conti per la Regione Abruzzo non ha promosso alcuna azione, ci auguriamo che la Regione annulli la delibera 398 del 2017 che ha disposto la sospensione nel pagamento dell’indennità di rischio e scriva la parola fine a questa annosa vicenda che ha visto contestare ai medici di continuità assistenziale somme legittimamente percepite per il lavoro svolto da oltre 10 anni. Senza contare che al blocco delle indennità ha fatto seguito anche la richiesta di restituzione degli emolumenti percepiti , a quel titolo, negli ultimi dieci anni. Somme che sfiorano anche i 50mila euro. (a.bag.)
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