Medici ex tirocinanti “recuperano” mezzo milione di euro

24 Giugno 2016

Il “tesoretto” riconosciuto a 15 professionisti che non erano stati adeguatamente pagati durante la specializzazione

PESCARA. Ora sono tutti affermati medici, con tanto di carriera già svolta alle spalle, ma solo adesso, a distanza di decenni, si sono visti riconoscere ciò che lo Stato italiano avrebbe dovuto devolvere nei loro confronti già da un pezzo.

Si tratta delle borse per gli specializzandi, che dal 1978 al 1993 ammontavano a zero lire, mentre dall’anno successivo, fino al 2006, ai futuri medici specializzati erano stati destinati, tramutati nella nuova divisa europea nel frattempo introdotta, la metà circa di quanto previsto da alcune direttive europee: circa 800 euro.

Un riconoscimento che però è arrivato solo attraverso i tribunali italiani e comunitari, e che ha riguardato anche 15 medici abruzzesi. A loro, infatti sono stati destinati 588.502,46 euro.

Nello specifico, sette sono della provincia di Chieti, ai quali complessivamente sono andati 255.387,86 euro; quattro della provincia dell’Aquila, a cui sono stati già versati 166.557,30 euro; due della provincia di Pescara, che già si sono visti assegnare 88.830,56 euro, e altri due a Teramo, i quali si sono divisi 77.726,74 euro.

“Gruzzoletti” per anni di lavoro e studio, che però ora arrivano tutti insieme fino a formare un “tesoretto” di tutto rispetto e che vale una media di circa 38mila euro a testa. E dopo periodi di sacrifici durante gli anni di apprendistato.

Alcuni di loro, infatti, come fanno sapere dalla Consulcesi Group, lo studio legale che si è occupato della maggior parte dei casi relativi ai medici specializzandi non rimborsati, «negli anni di specializzazione, hanno fatto i lavori più disparati, pur di mantenersi agli studi». Dell’arrivo di questi rimborsi è stata data notizia nei giorni scorsi a Roma, nel corso di una conferenza stampa in cui è stato anche presentato un nuovo disegno di legge firmato da 21 senatori, che punta a raggiungere un accordo transattivo per chiudere un maxi-contenzioso, complessivamente, a livello nazionale, di oltre 5 miliardi. Nelle ultime sentenze, fanno sapere da Consulcesi, «sono stati già riconosciuti oltre 450 milioni di euro sui circa 500 milioni totali. Una cifra record destinata ancora a crescere visto che sono in arrivo altre sentenze. Ad oggi sono 97mila i medici che hanno fatto ricorso, e di questi», specificano dallo studio legale, «75mila si sono affidati a noi, su una platea di oltre 160mila ricorrenti, compresi anche i medici che hanno concluso la specializzazione entro il 1983, riammessi recentemente ai rimborsi dalla Cassazione con la sentenza n.17434». «Il governo, approvando la nostra proposta», ha invece osservato il senatore Piero Aiello, primo firmatario del ddl che porta le firma di altri 20 colleghi di maggioranza e opposizione, «eviterebbe di continuare a perdere cause e quindi di pagare rimborsi con interessi e rivalutazioni per centinaia di milioni di euro e darebbe una risposta immediata e concreta al diritto di numerosi medici, risarcendoli del danno subìto per la mancata o incompleta retribuzione».

Vito de Luca

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