Migliorano i servizi nelle carceri abruzzesi ma gli spazi sono pochi

Dossier dell’associazione Antigone: il problema principale rimane il sovraffollamento, Sulmona e Teramo pecore nere
PESCARA. Carceri abruzzesi sovraffollate, situazioni che minano la soglia di dignità dei detenuti. E' quanto emerge dal report eseguito tra aprile e agosto dagli osservatori dell’associazione regionale Antigone che hanno visitato tutte le carceri della Regione, tranne quella dell'Aquila, inaccessibile in quanto “carcere speciale” in cui vige il regime del 41bis.
Il presidente regionale di Antigone, Salvatore Braghini, accompagnato dagli osservatori Claudia Sansone e Renzo Lancia (accreditati dal ministero di Giustizia), ha svolto l'indagine sulle condizioni dei detenuti, con particolare attenzione alla verifica del sovraffollamento, delle dimensioni delle celle, delle condizioni igienico-sanitarie, fino all’alimentazione e all’accesso al culto. «Abbiamo parlato con i detenuti e raccolto le loro confidenze», spiega Braghini, «tutti i dati saranno presto resi pubblici».
Rispetto al passato le cose sembrano migliorare, ma le condizioni dei detenuti nelle celle sono ai limiti dei parametri europei (tre metri quadrati calpestabili a recluso). E ci sono anche tanti casi di autolesionismo, di scioperi della fame e di patologie psichiatriche che richiedono assistenza.
La situazione peggiore si trova a Sulmona (dove si sta costruendo un altro blocco per duecento posti) e Teramo. Le celle sono spesso di vecchia concezione e con arredi usurati, senza doccia interna e con bagni senza privacy. Diversamente da quanto si possa immaginare, la percentuale di stranieri è molto bassa, con esclusione del carcere di Avezzano (30 per cento).
La dotazione del personale penitenziario è carente in ogni istituto di pena, sfiorando in alcuni casi il 35% di posti in meno rispetto all’organico previsto.
L’assistenza sanitaria è invece adeguata: sono garantite visite specialistiche di ogni tipo (anche odontoiatriche) e senza particolari tempi di attesa, ma nel carcere di Teramo vengono trasferiti troppi detenuti bisognosi di cure psichiatriche.
Per i detenuti disabili non ci sono invece strutture adeguate. I tossicodipendenti e gli alcolisti sono tra il 20 e il 30% della popolazione detenuta, con una percentuale che sale quasi al 50 % a Vasto.
SULMONA. E' il carcere più affollato, con due sezioni di alta sicurezza. In tutte le sezioni sono presenti due detenuti per cella salvo i casi di isolamento. C'è un numero ritenuto altissimo di detenuti con patologie psichiatriche: ben 234, pari al 50 per cento. Sono presenti otto detenuti disabili che andrebbero inviati in centri dedicati. Sono stati evidenziati 23 scioperi della fame.
TERAMO. La situazione è difficile, con 87 detenuti in alta sicurezza e 40 donne, di cui due con figli sotto i 3 anni). Sono stati registrati da Antigone ben 190 episodi di autolesionismo, 166 scioperi della fame e cinque suicidi negli ultimi tre anni. Il 40% dei detenuti ha bisogno di un’assistenza psichiatrica, mentre otto detenuti disabili non ricevono assistenza adeguata per carenze di strutture.
VASTO. Ci sono 123 internati, coloro colpiti da misure di sicurezza (non pene), da scontare in carcere in quanto dichiarati socialmente pericolosi. Ci sono invece solo 27 detenuti. Quasi metà della popolazione carceraria è tossico-alcoldipendente. Si son verificati, negli ultimi 3 anni, 18 casi si autolesionismo e 90 scioperi della fame.
PESCARA. E' un carcere virtuoso. Non c’è sovraffollamento e nonostante l’edificio risalga agli anni 60, alcuni ambienti sono stati ristrutturati e arredati con criteri estetici contemporanei. Le celle, con due detenuti, sono riscaldate con termosifone e dotate di bagno con doccia e acqua calda. Ci sono poi laboratori per la produzione di scarpe, per la creazione di riviste, per attività didattiche e informatiche.
CHIETI. Ci sono quattro reparti, femminile, maschile media sicurezza, sex-offender (reati sessuali), reparto semiliberi. Negli ultimi tre anni ci sono stati sei casi di autolesionismo, un suicidio, e quattordici scioperi della fame. Le celle sono aperte in tutte le sezioni per nove ore al giorno e sono garantite almeno sette ore di aria.
LANCIANO. Le celle, grandi poco più di dieci metri quadrati, consentono il rispetto dei parametri della sentenza Torreggiani, ma non vi sono docce in cella e le finestre sono schermate, mentre i punti luce sono sulle pareti. L’uso intensivo delle poche docce comuni genera grosse macchie di muffa. Sono stati evidenziati 145 scioperi della fame e 43 atti autolesionistici.
AVEZZANO. E' stato interamente ristrutturato nel 2010. Gli spazi non sono sufficienti ma quelli esistenti sono ben gestiti. Sono presenti due/tre detenuti per ogni camera, con un solo letto a castello. Il bagno è in un locale separato da un muro divisorio e all'interno c'è la doccia con acqua calda. Sono 32 gli episodi di autolesionismo e una tentata evasione nel 2013.
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