«Mille alloggi vuoti per mancanza di manutenzione»

Marcozzi (M5s) denuncia gli sprechi delle Ater e annuncia una legge per risanare e rilanciare le case popolari
L'AQUILA. Oltre mille alloggi popolari in Abruzzo non possono essere assegnati perché manca la manutenzione. Servirebbero almeno 30 milioni di euro da investire per ripristinarli, renderli efficienti, riqualificarli. A fare la stima è il Movimento 5 stelle, che individua anche la somma necessaria per ciascun alloggio: cira 30mila euro. «Più o meno quanto costa ogni collegio dei revisori dei conti». Considerando che ci sono cinque Ater in Abruzzo il conto è presto fatto. A esso poi si deve aggiungere il costo dei consigli di amministrazione e altrettante Commissioni per l'assegnazione degli alloggi. Un salasso finanziario per la Regione, che secondo il Movimento 5 stelle e la consigliera regionale Sara Marcozzi potrebbe essere ridotto drasticamente passando da cinque a un solo ente per la residenzialità pubblica.
Le risorse risparmiate potrebbero così essere investite in riqualificazione, efficientamento energentico, manutenzione e ristrutturazione di migliaia di alloggi popolari, dando un tetto a tanti cittadini che aspettano da tempo. Intanto, in barba alla legge sulla trasparenza dell'amministrazione pubblica, «non esiste a oggi un censimento sugli alloggi esistenti in ciascuna Ater», denuncia la Marcozzi.
Quello della riduzione da cinque a una sola azienda per la gestione degli alloggi popolari è uno dei punti centrali della proposta di riforma che il Movimento 5 stelle presenterà in alternativa a quella dell'assessore Donato Di Matteo, che «punta soltanto a svendere il patrimonio immobiliare della residenzialità pubblica». Per la Marcozzi, prima firmataria della riforma grillina, «la proposta di legge di Di Matteo di riforma degli Ater, unitamente a quella di alienazione degli immobili, è inemendabile per carenze nel merito e nella forma», spiega, «l'assessore mira a svendere il patrimonio per fare manutenzione, ma questo non è sufficiente e anzi è dannoso dato il grande fabbisogno abitativo che c'è in Abruzzo». Esattamente un anno fa in base ai dati diffusi dal referente dell'associazione “Mia Casa d'Abruzzo”, Pio Rapagnà, le famiglie assegnatarie di alloggio Ater erano complessivamente 20.258 (6.874 all’Aquila, 5.146 a Chieti, 5.556a Pescara, 2.772 a Teramo ). Il reddito della maggior parte di queste famiglie è molto basso: più del 57% per cento di esse si trova appena al di sopra del livello minimo di povertà, il 24% sotto al livello di povertà e il restante 19% vive in condizioni di estrema indigenza. «Crediamo che le Ater devono essere riorganizzate per garantire una casa ai cittadini abruzzesi arginando anche gli scandali e gli affarismi», insiste la Marcozzi. E' di poche settimane fa l'inchietsa sulla gestione dell'Ater di Chieti, che ha portato a scoprire che il direttore guadagnava più di Obama. «La legge regionale ha istituito cinque Aziende territoriali qualificandole enti pubblici economici, con piena autonomia gestionale e l’obbligo del pareggio di bilancio. Le quali avrebbero dovuto riscuotere canoni decisi dalla Regione e, nello stesso tempo, autofinanziarsi attraverso la fornitura di servizi in favore di enti pubblici e privati», ricorda la Marcozzi. Al contrario, «le Ater abruzzesi hanno come unica fonte di reddito i canoni pagati dagli inquilini». Canoni insufficienti a coprire il costo del personale e delle strutture, per la Marcozzi, secondo la quale «le manutenzioni ordinarie possono farsi solo grazie alla vendita del patrimonio mentre quelle straordinarie restano un sogno». La riforma dei grillini prevede dunque l’istituzione di un solo ente pubblico che si occupi delle nuove costruzioni, delle manutenzioni straordinarie, del social housing e dell’eventuale attività imprenditoriale e deleghi a quattro enti territoriali privi di autonomia la gestione e la manutenzione ordinaria del patrimonio abitativo. L’Ente regionale, secondo la riforma, sarà retto da un cda mentre gli enti territoriali saranno retti da un amministratore unico. L’ente regionale avrà sede in Pescara mentre gli enti territoriali avranno a Chieti, Lanciano, L’Aquila e Teramo. Non solo, nella proposta di legge il M5s impegna la Regione Abruzzo a finanziare un apposito fondo investimenti per le nuove costruzioni.
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