Montagna, la legge non va «Sarà corretta in corsa»
Il ministro la boccia perché in contrasto con le norme su aree protette e parchi Il consigliere Pietrucci (primo firmatario): ostacolo superabile, è un contrattempo
L’AQUILA. Sulla legge regionale 42 del 2016 che censisce e valorizza la rete escursionistica della montagna abruzzese, la cosiddetta Reasta, la maggioranza regionale aveva traballato più volte prima della fine dell'anno. Con l'assessore ai Parchi e alle montagne Donato Di Matteo (Pd) sulle furie per essere stato "scavalcato" dal consigliere Pierpaolo Pietrucci (Pd), primo firmatario (con lui anche i consiglieri Luciano Monticelli e Lorenzo Berardinetti) della legge sulla "Rete escursionistica alpinistica speleologica torrentistica Abruzzo".
Nel consiglio regionale di fine dicembre finalmente l'approvazione. Ma ora a stoppare la legge che dovrebbe riordinare, sistemare, portare a compimento una dignitosa manutenzione e valorizzare della rete escursionistica abruzzese, ci pensa il Consiglio dei ministri. Che ha impuganto la Reasta «in quanto varie norme, che disciplinano la gestione di una rete escursionistica che interessa tutto il territorio regionale, compreso quello ricadente nei parchi nazionali e nelle aree protette regionali», si legge nelle motivazioni del ministro per gli Affari regionali Enrico Costa, «contrastano con la legislazione statale in materia di aree protette, ascrivibili alla competenza esclusiva statale».
La legge subisce, così, una sospensione del suo iter legislativo, almeno fino a quando la Regione non avrà risposto ai dubbi del Governo.
«Sono osservazioni sbagliate», ritiene Pietrucci, «in quanto la Reasta crea un coordinamento tra enti tra cui ci sono anche i parchi e le aree protette».
Come agire, allora, per evitare una empasse che può mandare a gambe all'aria la legge? «Stiamo già lavorando per predisporre norme che chiariscano i passaggi contestati. Ci sarà un giudizio della Corte costituzionale; risponderemo chiarendo le competenze dei vari enti. Anche se è già spiegato nella legge, renderemo ancora più esplicito che non ci sono invasioni di campo».
Uno stop che «non è una sconfitta, ma un contrattempo superabile nel giro di poche settimane», secondo Pietrucci. La Reasta nasce per censire, recuperare, e predisporre un'accurata manutenzione e la valorizzazione della rete escursionistica, alpinistica, speleologica e torrentistica abruzzese, per la quale verrà istituito un archivio ad hoc ed è già stanziato in bilancio un finanziamento di 350mila euro. Ruolo importante avranno, in seno alla legge, tutti gli organismi che hanno a che fare con la tutela e lo sviluppo della montagna, ciascuno dei quali avrà un proprio compito (vedi tabella).
La Reasta definisce anche il ricorso al soccorso alpino e speleologico: gli interventi di soccorso e di elisoccorso sono a carico del servizio sanitario nazionale, ma per quelli in ambiente impervio e ostile (anche quando il soccorso è effettuato dalle sole squadre a terra) «qualora non sussista la necessità di accertamento diagnostico o di prestazioni sanitarie presso un Pronto soccorso», sono soggetti ad una compartecipazione alla spesa a carico dell'utente trasportato. E i costi (tariffario ancora da stabilire) prevedono una quota non superiore al 50% delle spese effettive del servizio (riduzione del 20% per i residenti in Abruzzo).
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