Nelle case degli abruzzesi ecco serpenti e iguane

Non più solo il vecchio Fido: le famiglie acquistano sempre più creature esotiche
PESCARA
Costano meno, non vanno portati a spasso e trasudano per loro stessa natura il fascino eterno dell’esotismo. Al punto che per loro stanno proliferando anche i cosiddetti “veterinari esotici”: iguane e serpenti conquistano le case delle famiglie italiane, simbolo di una tendenza in crescita che non sostituisce ma affianca agli intramontabili cani e gatti nuove creature da teca, silenziose e golose di blatte e topi surgelati, cavallette, mantidi e altre bestiole. «Sembrerà folle dirlo ma è un animale coccolone, gli si possono fare perfino i grattini», dice Franca Berardi parlando del suo drago barbuto, animale domestico che anima la sua abitazione insieme a quattro Chihuahua e un pitone reale. Per dare un’idea, prendete una lucertola, gonfiatela fino alle dimensioni di una grossa ciabatta, ricopritela di scaglie che sembrano chiodi da carpentiere e avrete un drago barbuto.
Il nome non deve trarre in inganno: è un rettile australiano pigro dall’aria piuttosto simpatica. Da giovane mangia insetti a ritmi industriali, ma superata la crisi adolescenziale scopre il piacere della calma e si converte a una dieta che a grilli e blatte affianca volentieri un’insalata, che mastica con l’espressione di chi sta affrontando un dilemma personale. Se cercate un drago che terrorizzi i vicini, avete sbagliato animale. «Tutto è nato», racconta Franca, «da una promessa fatta a mio figlio. Se avesse studiato bene il latino prima dell’ingresso alle superiori, gli avrei comprato quello che voleva. E lui, alla fine, ha voluto un pitone».
Risultato? «Molta gente non mi viene più a trovare a casa, hanno tutti paura», ride, «ma abbiamo scoperto, da un animale insospettabile in questo senso, un affetto e un calore davvero curiosi. Per esempio, riconosce mio figlio: quando si è allontanato per andare a Milano all’università, non è mai uscito dalla sua tana, in una grande teca ai piedi del letto, per tre mesi, andando anche in stop alimentare. Non l’aveva mai fatto, ci siamo preoccupati. Quando è tornato mio figlio, gli ha dato un topo da mangiare ed è tornato vitale. Lo aveva riconosciuto».
Già, i pitoni reali mangiano i topi surgelati – va meglio con il drago barbuto, che si accontenta dei grilli vivi. Anzi, va meglio con i Chihuahua e le loro tradizionali crocchette. Ma i rettili «danno molto meno fastidio, sono più silenziosi e si autogestiscono tutto sommato», spiega. Quanto costa per una famiglia questa singolare scelta esotica? Poco. «Per il pitone si spendono circa 200 euro o cifre più alte per richieste più particolari. Il mantenimento costa molto meno, basta comprare una teca ben attrezzata e i topi surgelati, che il pitone mangia una volta ogni 15 giorni in media. Il drago barbuto», precisa Franca, «richiede costi e attenzioni leggermente maggiori, mangiando più spesso e richiedendo, come alimentazione, insetti vivi come grilli, blatte e caimani, che però costano poco. Certo, non siamo ancora mai andati dal veterinario esotico...». In compenso, la maxi lucertola australiana dal mento barbuto è «molto socievole e affettuosa e volendo si può lasciare libera in casa. Anche il pitone, in realtà, potrebbe essere portato in giro per la città, avvolgendolo attorno al braccio, ma forse non è il caso...», conclude scherzando.

