Niente Tari per i rifiuti speciali «Ora i Comuni la restituiscano»

20 Maggio 2016

PESCARA. «I locali destinati alla produzione non possono essere assoggettati alla tassa ordinaria sui rifiuti, visto che per smaltire i residui di produzione le imprese già pagano profumatamente: e...

PESCARA. «I locali destinati alla produzione non possono essere assoggettati alla tassa ordinaria sui rifiuti, visto che per smaltire i residui di produzione le imprese già pagano profumatamente: e adesso, dopo un formale pronunciamento della Corte di Cassazione, diffidiamo i Comuni abruzzesi che volessero continuare su questa strada dal farlo». Lo afferma la Cna Abruzzo, che citando un pronunciamento della Suprema Corte relativo a un Comune del Pistoiese, ricorda come negli anni la tariffa rifiuti si sia trasformata un numero spropositato di volte, assumendo i nomi più diversi: Tarsu, Tia, Tares, fino all’odierna Tari: «Adesso speriamo si possa scrivere la parola “fine” in calce a un contenzioso che ha visto sin qui molte amministrazioni comunali, anche abruzzesi, fare “orecchie da mercante” alle richieste delle associazioni d’impresa».

A detta dell’associazione presieduta da Italo Lupo, nonostante i chiarimenti forniti a suo tempo dal ministero dell’Economia, e una lettera inviata a tutti i Comuni, alla vigilia della redazione dei rispettivi bilanci, «risulta che diverse amministrazioni, attraverso i propri regolamenti, continuino ad assoggettare i locali delle imprese che già pagano per lo smaltimento dei rifiuti speciali, pure alle tasse ordinarie: non esiteremo a portarle in giudizio se continueranno a farlo, o se non restituiranno le somme sin qui indebitamente percepite».