Ottomila euro di sgravi per ogni nuovo assunto

29 Marzo 2018

Entrano nel vivo con le circolari Inps gli incentivi contro la disoccupazione Agevolazioni per chi vive nel Sud, e per chi non lavora e ha abbandonato gli studi 

PESCARA. Si chiama Bonus occupazione, il nuovo pacchetto di incentivi in vigore dallo scorso primo gennaio, che nasce per offrire qualche opportunità in più ai giovani disoccupati. In Italia, secondo le ultime rilevazioni Istat, la disoccupazione giovanile (nella fascia tra i 15 e i 24 anni), a gennaio del 2018 è in calo dell’1,2% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso, posizionandosi al 31,5% , il minimo dal 2011.
Ora, gli incentivi entrano a pieno regime come previsto dall’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (Anpal), e dalle circolari che l’Inps ha pubblicato il 19 marzo scorso, attraverso le quali l’Istituto di previdenza ha chiarito tutti gli ambiti di applicazione delle misure. Secondo quanto dichiarato dall’appena ex ministro Poletti, in teoria, potrebbero generare 300mila opportunità di lavoro per i giovani. L’incentivo può essere riconosciuto per le assunzioni effettuate tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2018.
BONUS LAVORO. Il presupposti di partenza è il programma Garanzia Giovani (Youth Guarantee), il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile.
Con questo programma sono stati previsti dei finanziamenti per i Paesi con tasso di disoccupazione superiore al 25%. Il piano si realizza attraverso agevolazioni concesse alle aziende che assumono i ragazzi che si sono iscritti al programma, alle quali viene riconosciuta la riduzione dei contributi previdenziali. .
IOM E ION. Il perimetro dal quale prende le mosse il Bonus Giovani è la nuova Legge di Bilancio. Sono due le categorie alle quali si rivolge: Iom e Ion. Dietro gli acronimi, rispettivamente, ci sono gli incentivi occupazionali per il Mezzogiorno, e quelli per i “Neet” (Not engaged in education, employment or training), vale a dire giovani che non lavorano e non studiano .
I REQUISITI. Alla prima categoria (Iom), possono accedere i giovani fino a 34 anni e 364 giorni, o anche di età superiore purché privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, oppure ancora, se si trovano entro la soglia di reddito di 4.800 euro per gli autonomi e 8.000 euro per i parasubordinati. La sede di lavoro deve trovarsi in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia (Regioni meno sviluppate), oppure Abruzzo, Molise e Sardegna (regioni in transizione).
Alla seconda categoria (Ion), possono accedere i giovani di età compresa tra i 16 e i 19 anni iscritti a Garanzia Giovani. Chi ha meno di 18 anni, comunque, deve aver assolto l’obbligo scolastico. Possono fare domanda anche candidati di età compresa tra i 25 e 29 anni, purché privi di impiego retribuito da almeno sei mesi, che non abbiano conseguito un diploma di istruzione di secondo grado, una qualifica, o diploma di istruzione e formazione professionale.
In favore dello stesso lavoratore l’incentivo può essere riconosciuto per un solo rapporto. Dopo una prima concessione degli sgravi, informa la circolare dell’Inps, il bonus non è replicabile per la stessa persona.
CHI OFFRE LAVORO. L’incentivo si traduce nella de-contribuzione totale per i datori di lavoro, ed è rivolto alle imprese che hanno in programma nuove assunzioni, purché siano in regola con gli oneri contributivi.
A gestire l’incentivo è l’Inps. Possono accedere alla de-contribuzione tutti i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, compresi gli studi professionali. L’importo massimo dell’agevolazione, da fruire entro il 29 febbraio 2020, ammonta a 8.060 euro l’anno per ogni assunto. «La soglia massima di esonero della contribuzione datoriale riferita al periodo di paga mensile», specifica l’Inps, «è, pertanto, pari a 671,66 euro». In caso di lavoro part-time, l’agevolazione sarà ridotta con criterio di proporzionalità.
Nei sei mesi precedenti le nuove assunzioni per le quali si chiede la de-contribuzione, l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, o licenziamenti collettivi, nella stessa unità operativa. Inoltre, non devono essere in corso interventi di cassa integrazione per profili analoghi alle nuove assunzioni. Un requisito per scoraggiare chi pensa di licenziare “vecchi” lavoratori e riassumere con le agevolazioni.
I CONTRATTI. Possono fruire della de-contribuzione tutti i rapporti di lavori instaurati nel corso del 2018; dalle assunzioni a tempo indeterminato (per quanto riguarda gli Iom anche le trasformazioni da tempo determinato a indeterminato), all’apprendistato professionalizzante, i rapporti di lavoro subordinato che riguardano i soci lavoratori delle cooperative.
NON COMPRESI. Nelle agevolazioni non rientrano colf e badanti e, in genere, il lavoro domestico, i rapporti di lavoro intermittente, i rapporti a tempo indeterminato di personale dirigenziale, e, infine, il lavoro occasionale.