Paolucci: «Il Pd rifletta, non può consentire che si ripetano questi casi»

10 Novembre 2016

«Da questa storia si evince una prima conclusione: il Pd non può consentire che si ripetano casi di assessori che a un certo punto negano il sostegno alla propria maggioranza. Occorre una riflessione...

«Da questa storia si evince una prima conclusione: il Pd non può consentire che si ripetano casi di assessori che a un certo punto negano il sostegno alla propria maggioranza. Occorre una riflessione nel partito su questo aspetto». Le parole sono di Silvio Paolucci, assessore regionale alla Sanità e soprattutto uomo di partito (di cui è stato segretario per quattro anni) che può valutare il caso “ribelle” di Di Matteo (assessore pd), il secondo di questa legislatura dopo quello di Monticelli (consigliere regionale pd).

In silenzio il segretario pd Marco Rapino così come il capogruppo in consiglio regionale Sandro Mariani, in coincidenza con l’arrivo (e la festa) di Renzi a Pescara, Paolucci è l’unico che si espone e auspica una fase di riflessione, e non solo.

«La conferenza stampa di Di Matteo, Gerosolimo e Olivieri mi è sembrata una cosa da prima Repubblica, dai toni novecenteschi», afferma tentando di ironizzare sui contenuti.

«Se esiste un problema sulla conoscenza mi metto a disposizione dei miei colleghi fin da adesso; se è invece un negare e basta, non mi siedo neanche».

Paolucci si riferisce al fatto che i tre “ribelli” hanno detto che non voteranno in giunta i provvedimenti nei quali non sono stati coinvolti, come ad esempio l’imminente delibera sui progetti dei nuovi ospedali e sulla Sanità in generale. «Non credo che vogliano impedire la costruzione dei nuovi ospedali», riflette, «tra l’altro sappiano che il problema neanche si porrebbe in consiglio regionale perché la delibera dalla giunta andrà direttamente al ministero».