Pesce fresco a Ferragosto? Si decide il fermo delle reti

1 Luglio 2015

Il ministero propone il 24, le marinerie pressano per lo stop dal 16 agosto: «Meglio lavorare fino a quando ci sono i turisti». E la Croazia non pone divieti

PESCARA. Niente pesce fresco subito dopo Ferragosto oppure alla fine di agosto? La risposta racchiude la battaglia in atto da parte della marinerie sulla data in cui far partire per 42 giorni il fermo pesca e consentire la ripopolazione delle specie ittiche. I pescatori chiedono che lo stop alla pesca a strascico coincida con i giorni in cui gran parte dei turisti torna a casa a lavorare, e quindi dal 16 agosto in poi. La proposta del ministero è invece quella di far scattare il fermo biologico dal 24 agosto fino alla fine di settembre. In ballo ci sono dunque otto giorni di mercato che alle marinerie, considerati i tempi di crisi, fanno sempre comodo rispetto ai 680 euro di indennizzo previsti a ciascun marittimo sottoforma di cassa integrazione.

Sabato probabilmente ci sarà la decisione finale al termine di un incontro delle marineria del compartimento centro-nord dell’Adriatico – delegazioni di Civitanova Marche, San Benedetto, Giulianova, Pescara, Ortona, Vasto, Termoli – proprio nella cittadina molisana.

Entrambe le opzioni tuttavia scavalcano le polemiche degli anni scorsi sullo stop nei giorni antecedenti a Ferragosto (il 28 luglio), data che non avrebbe permesso a turisti e bagnanti in generale, di degustare il pesce fresco, con conseguente risvolti negativi per l'economia locale. «I pescatori preferirebbero fermarsi nel periodo di marzo-aprile per una maggiore tutela delle risorse», sottolinea Franco Ricci, presidente Federcoopesca Abruzzo, con sede ad Ortona, «ci sono, però, dei piani di gestione che vanno rispettati. C’è da dire che il ministero è stato comunque comprensivo prendendo in considerazione il periodo post-Ferragosto».

«Noi di Pescara siamo d’accordo che il periodo di stop coincida con la riapertura delle fabbriche e cioé il 16 agosto, in modo che l’offerta possa intercettare la forte richiesta del marcato fino a Ferragosto compreso», sostiene Massimo Camplone delegato a Termoli della marineria pescarese. Durante il periodo di stop delle reti da posa, possono comunque continuare a pescarese vongolare, lampare, volanti. Nei piatti viene in generale garantito il pesce di piccola taglia per fritturine e zuppe. Per il resto il mercato abruzzese ricorre di solito a fornitori di Brindisi, del Lazio, della Croazia con uin aumento medio dei prezzi di cica il 20%. «Se noi in Abruzzo ci fermiamo, ma dall'altra parte dell'Adriatico la Croazia non fa lo stesso, non c'è un vero e proprio stop», ribadiscono Ricci e Camplone.

Intanto in Abruzzo c’è chi si è gia fermato: sono i vongolari del Cogevo di Giulianova. Anche in questo il fermo è di natura biologica, ma è volontario.(cr.re.)