Ragazza di Sulmona dispersa: madre e fratello a Berlino per l'esame del Dna. Il padre: "Poche speranze"

Fabrizia Di Lorenzo ha 31 anni. Vive e lavora nella capitale tedesca già da tre anni. Il suo cellulare è stato trovato sul luogo dell'attentato ai mercatini di Natale
PESCARA. Una tragedia vissuta di notte, da soli e con l'angoscia nel cuore, quella di avere la figlia tra le vittime della strage di Berlino: è toccata alla famiglia di Fabrizia Di Lorenzo - 31enne di Sulmona dispersa dopo l'attentato col tir - con i genitori che hanno allertato per primi la Farnesina, e che grazie all'aiuto dei carabinieri, hanno capito, dopo poche ore, che la figlia si era trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Fabrizia vive a Berlino dove lavora in una azienda di trasporti. Il suo cellulare è stato ritrovato vicino al luogo dell'attentato: un ragazzo l'ha trovato e consegnato alla polizia. Non si è presentata al lavoro ma questo è ormai un dettaglio. Ciò che conta sono i risultati dell'esame del Dna cui sono stati sottoposti la madre e il fratello, partiti immediatamente per la Germania. Solo dopo la comparazione del profilo genetico le sue condizioni potranno essere ufficializzate.
Il padre Gaetano Di Lorenzo, impiegato alle poste di Sulmona anche lui partito in un secondo momento per la Germania, teme ed è pronto al peggio: «Abbiamo capito che era finita stanotte all'una e mezza: ci siamo mossi coi nostri canali, poi siamo stati noi a chiamare la Farnesina, ma l'aiuto più grande ce lo hanno dato i carabinieri di Sulmona». L'uomo è affranto e fa sapere che anche le notizie avute dalla Germania non sono positive: «Da quanto mi dice mio figlio da Berlino, non dovrebbero esserci più dubbi», afferma trattenendo a stento i singhiozzi Gaetano. «È lì con mia moglie in attesa del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo».
Fabrizia Di Lorenzo ha cominciato la sua vita in Germania tre anni fa. Ha anche fatto l'Erasmus in questo Paese. Si è laureata a Roma in Mediazione linguistico-culturale e dopo la prima triennale si è spostata a Bologna per finire gli studi in Relazioni internazionali e diplomatiche. Nel 2013 il trasferimento in Germania dove aveva trovato lavoro presso la Bosch. Poi negli ultimi due anni l'impiego in una ditta di trasporti a Berlino.
Fabrizia è una ragazza della cosiddetta generazione Erasmus. Frasi, citazioni, immagini postate su Twitter sono tutto un susseguirsi di messaggi contro la discriminazione razziale e appelli a non confondere il terrorismo con l’immigrazione. L’ultimo cinguettio è del 5 dicembre, con il video della scena del film "La meglio gioventù" in cui il professore universitario, durante un esame di medicina, invita Nicola (Luigi Lo Cascio) a lasciare l'Italia, un Paese di dinosauri, in cui non cambia mai nulla.
E proprio sui social sono partite le ricerche prima con un post su Facebook e poi con un tweet del cugino residente in Abruzzo.
Gli appelli sui social network dai parenti in cerca di notizie sono rimasti senza risposta. Nel 2014 la giovane donna aveva anche collaborato con "Berlino Magazine", il sito online in italiano di cultura e attualità, che ha lanciato un appello sulla sua pagina Facebook, per provare a rintracciarla.
Quando la notizia delle ricerche di Fabrizia si è diffusa sui mass media, il ministro degli esteri Angelino Alfano, ha preannunciato l'eventualità che tra le vittime ci sia una persona di nazionalità italiana: «Abbiamo indicazioni che ci portano a non escludere in questo momento l'ipotesi che ci possa essere una vittima italiana». Ma «attendiamo» le informazioni della magistratura tedesca sull'identità delle vittime.


