retribuzione di anzianità, febbo minaccia il ricorso alla corte dei conti sui pagamenti a 75 impiegati

«Mi rivolgerò alla Procura della Corte dei Conti al fine di capire se ci sono state omissioni e responsabilità da parte di uffici che avrebbero dovuto tutelare gli interessi delle casse regionali e...
«Mi rivolgerò alla Procura della Corte dei Conti al fine di capire se ci sono state omissioni e responsabilità da parte di uffici che avrebbero dovuto tutelare gli interessi delle casse regionali e degli abruzzesi con maggiore attenzione e oculatezza, magari valutando l’interesse generale e non “particolare”». Il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo (foto) torna a denunciare «misteri e incongruenze» sulla Ria (legge di retribuzione individuale di anzianità), dopo aver scoperto l’approssimarsi in consiglio regionale di un provvedimento amministrativo della giunta per il riconoscimento di debiti fuori bilancio per il pagamento di 75 sentenze sulla Ria ad altrettanti dipendenti per complessivi 3.535.937 euro.
La Ria è stata dichiarata incostituzionale il 18/07/2014. Ma di fronte a questi 75 impiegati la Regione è risultata comunque soccombente perché a suo tempo aveva ritenuto di non presentare ricorso nei loro confronti.
«Ho fatto rilevare come questa tipologia non rientri nella fattispecie dei debiti fuori bilancio», spiega Febbo, « un’altra incongruenza riguarda le date delle sentenze, molte delle quali di tribunali di primo grado, successive alla dichiarazione di incostituzionalità e pertanto potevano e dovevano essere opposte nei gradi successivi». Per Febbo infine non è chiaro il motivo per cui si vuole avere «a tutti i costi» il voto di un’assemblea legiferante, che quindi mette al riparo da ogni responsabilità.

