Sanità Abruzzo. Verì: pronte 35 ambulanze in più, qui il servizio di l’emergenza funziona

8 Settembre 2026

L’assessore alla Salute contro il M5S: «Sono in perenne campagna elettorale, strumentalizzano tutto»

La riorganizzazione della rete: «Non è una decisione politica, è stata approvata anche dai tecnici»

PESCARA

«Le postazioni del 118 sul territorio sono passate dalle 76 del 2023 alle 111 attuali». L’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì risponde con questi numeri al M5S che ieri ha messo in discussione la riorganizzazione dell’emergenza abruzzese parlando di «meno ambulanze medicalizzate» sulle strade e «mancanza di personale». Secondo Verì, il M5S sarebbe «in perenne campagna elettorale»: «Spiace constatare che la minoranza cerchi di strumentalizzare qualunque argomento», dice l’assessore, «sulla rimodulazione del 118, però, l’abbaglio è ancora più evidente: non solo la Regione Abruzzo non ha ridotto i servizi, ma l’intero modello organizzativo non è frutto di una decisione politica, ma di un documento tecnico stilato dal Crea (il Comitato regionale emergenza Abruzzo), di cui fanno parte i direttori dei dipartimenti di Emergenza-accettazione delle Asl e i direttori delle centrali operative 118».

La delibera della giunta Marsilio, che ridefinisce l’organizzazione risalente al 2023, prevede complessivamente 111 postazioni (sia H24 che H12): 32 postazioni H24 medicalizzate Msa (con ambulanza o automedica), 48 postazioni infermieristiche Msab, 20 postazioni Msb (con soccorritore di base e avanzato), a cui si aggiungono 11 postazioni stagionali. Il sì del Crea è arrivato il 29 luglio scorso.

«Il Crea», spiega l’assessore, «ha dovuto svolgere uno studio complesso e articolato, lavorando su più fronti: la carenza di medici di emergenza-urgenza e la necessità di garantire un servizio efficiente nelle diverse aree della regione, soprattutto quelle più disagiate e distanti dai principali centri urbani. Non è un mistero, infatti, che ormai da anni concorsi e avvisi pubblici per i medici del 118 vadano deserti, così come avviene in tutte le altre regioni italiane dove da tempo le postazioni infermieristiche sono una realtà consolidata. Di qui», continua Verì, «la scelta di adottare il nuovo sistema, potenziando proprio le postazioni infermieristiche (passate da 15 a 48) e integrandole sia con le nuove tecnologie che assicurano un monitoraggio continuo del paziente, sia con la presenza di automediche pronte ad intervenire in caso di necessità».

Secondo il consigliere regionale del M5S Francesco Taglieri, «nel 2023, la rete prevedeva 39 postazioni nelle quali operava, per l’intera giornata o per una parte di essa, un’ambulanza con medico a bordo. Nel nuovo assetto ordinario ne restano 15: si passa da 14 a 9 nella provincia dell’Aquila, da 11 a 4 in quella di Chieti, da 8 a 2 nel Pescarese e da 6 a nessuna nel Teramano. Ventiquattro ambulanze medicalizzate vengono quindi eliminate o trasformate, mentre una parte crescente dell’emergenza territoriale viene affidata ai mezzi infermieristici, alle automediche e alle ambulanze di base».

Verì ribatte – «La Regione non ha ridotto le postazioni 118 sul territorio, nella nuova programmazione ce ne sono 35 in più» – e ribadisce come anche «la rimodulazione degli orari e della composizione degli equipaggi sia il risultato di un monitoraggio puntuale dei codici dei servizi svolti negli ultimi tre anni in base alla gravità. Era doveroso ottimizzare l’impiego di tutte le risorse, sia in termini di personale sanitario, sia in termini di mezzi a disposizione. Tra l’altro, mi preme sottolineare che in Abruzzo il sistema dell’emergenza funziona e per le reti tempo dipendenti (infarto, ictus, trauma) tutti i presidi sono raggiungibili dalla quasi totalità della popolazione residente entro 30 minuti».

Invece, l’assessore concorda con il consigliere pentastellato sul potenziamento della formazione professionale e sull’adeguamento retributivo per gli operatori sanitari coinvolti nel sistema 118: «Argomenti che sono in discussione sui tavoli nazionali, perché si tratta di temi sui quali la Regione non ha competenza esclusiva».