Superbonus, i costruttori alla Regione: "La nuova legge servirà a poco"

Il presidente Ance D'Intino: serve l’impegno dello Stato a garantire lo sblocco dei crediti restituendo liquidità alle imprese che hanno anticipato le spese
A due giorni dalla legge regionale per sbloccare i cantieri del Superbonus arriva la dura presa di posizione di Ance Abruzzo, l'associazione dei costruttori edili secondo cui il Superbonus è una "super presa in giro".
"Anche la Regione Abruzzo cerca di lanciare ciambelle di salvataggio per cittadini e imprese, nel mare in tempesta dei bonus fiscali in edilizia", dice il presidente regionale Ance Antonio D'Intino, "le ciambelle sono pochissime e sono state lanciate lontane da cittadini e imprese, così da essere difficilmente raggiungibili. La metafora è chiara perché la legge regionale “Disposizioni a sostegno degli interventi di miglioramento sismico ed efficientamento energetico del patrimonio edilizio sul territorio regionale” approvata dal Consiglio regionale in data 18 ottobre 2023, servirà a ben poco! E, questo, non tanto per l’esigua capacità di compensazione delle somme messe in campo, quanto per la scarsa liquidità degli enti, oltre che per la farraginosità degli aspetti burocratici che la caratterizza".
"In estrema sintesi", continua D'Intino, "si tratterà di importi minori e da distribuire in quattro anni, quando in mare, ormai piatto dopo la tempesta, galleggeranno solo le salme dei cittadini e delle imprese, caduti combattendo le giravolte dello Stato e scontrandosi tra di loro, in una assurda guerra tra vittime del sistema. Al di là della metafora, dobbiamo rivolgere il nostro apprezzamento alla Regione Abruzzo che, nello sforzo profuso, sembra anche richiamare il governo a intervenire in soccorso, perché da soli non si salva nessuno. Lo stesso messaggio di aiuto è rivolto a tutte le società partecipate degli enti territoriali che potrebbero, a loro volta, ampliare la platea e, di conseguenza, potenziare la capacità di compensazione. Resterebbe, in ogni caso, il problema del tempismo e, per questo, rinnoviamo il nostro appello al governo di voler mettere fine a questa sventura, in modo che non finisca in tragedia".
Secondo l'Ance, le imprese non chiedono di far aprire altri cantieri in Superbonus, ma reclamano di ultimare i lavori in corso che hanno subito rallentamenti e sospensioni a causa della mancata cessione dei crediti. E su questo piano lo Stato può ancora intervenire efficacemente. Una strada di uscita la suggerisce l'Ance Abruzzo: “Per i lavori che hanno raggiunto il 30% di avanzamento al 30 ottobre 2023, le imprese possono fatturare il saldo entro il 31 dicembre 2023 ed avere sei mesi di proroga per ultimare i lavori. A tal fine, le imprese devono dotarsi di polizza fideiussoria a favore dei committenti, con liquidazione dei crediti dopo l’ultimazione dei lavori”.
Perché il sistema funzioni, ci vuole, naturalmente, l’impegno dello Stato a garantire lo sblocco dei crediti restituendo la liquidità alle imprese che hanno anticipato le spese.

