Trivelle, gli ambientalisti: le richieste vanno rigettate

14 Gennaio 2016

PESCARA. Wwf, Legambiente e Greenpeace Italia chiedono il rigetto definitivo di tutti i procedimenti ancora pendenti nell’area di interdizione delle 12 miglia dalla costa (a cominciare da Ombrina...

PESCARA. Wwf, Legambiente e Greenpeace Italia chiedono il rigetto definitivo di tutti i procedimenti ancora pendenti nell’area di interdizione delle 12 miglia dalla costa (a cominciare da Ombrina mare) e una moratoria di tutte le attività di trivellazione a mare e a terra.

Le associazioni denunciano inoltre una «grave distorsione» nell’operato del ministero dello Sviluppo economico, che «sostiene e attua politiche di retroguardia in una difesa d’ufficio dei combustibili fossili, contro le scelte energetiche imposte dagli impegni assunti dall’Italia per la salvaguardia del clima: promuovere le energie rinnovabili, il risparmio e l’efficienza energetica per mantenere il riscaldamento globale entro 1,5°C».

Secondo gli ambientalisti il ministero dello Sviluppo Economico è anche «refrattario a qualsiasi forma di pianificazione settoriale. Con la scusa dell’abrogazione della norme sottoposte a referendum», sostengono, «è stato fatto anche scomparire il Piano delle aree per le trivellazioni, da sottoporre a valutazione ambientale strategica, richiesto dalla normativa comunitaria».

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