2 Febbraio

Oggi, ma nel 1997, a Roma, in piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II celebrava la prima edizione della Giornata mondiale della vita consacrata al Signore. La manifestazione era stata annunciata attraverso il messaggio ufficiale emanato dalla Santa sede, pubblicato dalla Libreria editrice vaticana, del 6 gennaio precedente. L'iniziativa, destinata a ripetersi ogni anno per l'avvenire, con la possibilità di demandare alle singole diocesi delle varie città, nelle varie regioni e nazioni, era volta a concedere una data nel calendario annuale della Chiesa cattolica dedicata proprio a chi avesse scelto di dedicare la propria esistenza a Dio. Anche se poi il suggerimento del primo erede dell'apostolo Pietro verrà recepito anche da protestanti e ortodossi. La festa successivamente verrà interpretata anche in senso estensivo rispetto al dettato originario: ricomprendendo nella consacrazione non necessariamente l'appartenenza ad un ordine religioso. In secondo luogo, altro scopo della novità introdotta dal pontefice polacco Karol Wojtyla era condurre una vera e propria operazione di informazione e quindi di promozione, a livello planetario, con particolare accento verso le aree più ecclesiasticamente disagiate, sulla scelta di consacrare la propria quotidianità al Padreterno. Veniva selezionato il 2 febbraio, ricorrenza della presentazione di Gesù al tempio (nella foto, particolare del dipinto, proprio della presentazione, realizzato dal pittore bresciano Girolamo di Romano, detto il Romanino, nel 1529, olio su tela, di 188 x 140 centimetri, conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano), secondo quanto tramandato dal Vangelo di Luca, fin dal periodo di regno del sovrano dell'impero romano d'oriente Giustiniano I, dal 527 al 567. Giorno universalmente noto come "Candelora", per via dell'abitudine al rituale di benedizione liturgica delle candele a suffragio della purificazione della Beata vergine Maria.
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