21 agosto

Oggi, ma nel 1860, a Reggio Calabria, dopo aver avuto la meglio contro le truppe borboniche, comandate dal generale Carlo Gallotti, nella battaglia di piazza Duomo, i garibaldini, con l’Eroe dei due mondi alla testa, prendevano possesso della città. Nello scontro Nino Bixio, maggiore generale che guidava la 15ª divisione della spedizione dei Mille, veniva colpito al braccio sinistro. Il giorno successivo, 22 agosto, il reggino Antonino Plutino, anche lui ferito nella pugna di piazza Duomo, verrà nominato prodittatore della provincia. Avrà poteri illimitati soprattutto nell’opera d’epurazione dei referenti dell’apparato amministrativo reputati più compromessi col morente regno di Franceschiello.
La vittoria, che sarà anche detta della chiesa di Maria santissima assunta in cielo (nella foto, particolare, piatto piano commemorativo, realizzato dalla Società ceramica Richard, nel 1870, nell’impianto meneghino dei Corpi santi di San Cristoforo, su base in terraglia forte smaltata a bordo ondulato, risalente al 1849 e prodotta nello stabilimento della Barona di Milano, conservato nel Museo internazionale del design ceramico di Laveno-Mombello, in quel di Varese), verrà considerata particolarmente significativa nel più ampio piano che porterà alla proclamazione dell'unità nazionale, il 17 marzo 1861, sotto l'egida del sovrano savoiardo Vittorio Emanuele II. Due giorni prima dei fatti di piazza Duomo, il 19 agosto, s’era verificato lo sbarco di Melito Porto Salvo.
Con il passaggio delle 3.500 camicie rosse, insieme col “Peppino” tricolore, dalla Sicilia alla Calabria. Scavallamento che aveva decretato l’avvio delle operazioni belliche dell’esercito meridionale nella parte continentale del Belpaese con l’intento di risalire la Penisola. Verosimilmente l'attraversamento dello stretto di Messina era stato reso fattibile dal mancato blocco navale delle forze europee. Intervento che era stato richiesto a Napoleone III dall’ultimo sovrano della dinastia dei Borbone. Fermo via mare che tuttavia non era stato poi messo in pratica per l’intervento di Giacomo Lacaita, rifugiato politico a Londra, su John Russell, primo conte di Russell, ministro degli Esteri del governo britannico presieduto da Henry John Temple, terzo visconte di Palmerston.
