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21 luglio

Oggi, ma nel 1946, a Milano, a breve distanza dalla comparsa della schedina Sisal, risalente al 5 maggio precedente, Emilio Blasetti, di 43 anni, di origine romana, impiegato, azzeccava il primo 12 della storia. Non c'era il 13, verrà aggiunto a partire dal concorso numero 20 della stagione sportiva '50-'51 e "fare tredici al Totocalcio" diverrà un'espressione popolare per simboleggiare l'aver risolto in un colpo secco e con pochi spiccioli investiti i problemi economici della vita. Nasceva il mito risolutore dei dissesti finanziari italici postbellici di quello che, nel 1948, col passaggio ai Monopoli di Stato, diverrà universalmente noto come Totocalcio, crasi di Totalizzatore calcistico.

La combinazione giusta portava nelle tasche di Blasetti 463.846 lire, pari a 4 anni di paga di un operaio del tempo, avendo speso per la sua giocata 30 lire. Nel tagliando vincente (nella foto) erano riportate le partite: Inter-Milan, finita 0-1, Torino-Juventus, conclusasi 1-0, Bari-Roma, chiusa 1-0, Pro Livorno-Napoli, terminata 2-1. Per ciascuna riga figuravano tre pronostici da indovinare: risultato finale, reti segnate da ciascuna delle due squadre. Si arrivava a 12 così e non con 12 gare in calendario, come avverrà successivamente. Presenti in fondo alla schedina c'erano tre partite di riserva, che nel caso specifico erano: Anconitana-Pistoiese, Lucchese-Perugia, Modena Pistoiese. Venivano prese in considerazione in concomitanza di rinvii e di sospensioni delle altre di prima lizza. Il 12 di Blasetti verrà confuso col presunto risultato di Emilio Biasotti, in alcuni casi menzionato pure come Basetti, fantomatico vincitore capitolino della prima schedina, quella del 5 maggio '46, con in elenco Internazionale-Juventus 1, Torino-Milan 1, sei pareggi come Livorno-Roma, Padova-Vigevano, Cremonese-Alessandria, Como-Genoa, Sampierdarenese-Sestrese, e un unico 2: il Novara a sorpresa bastonatore sul campo del Legnano. L'ipotetico fortunato del 5 maggio '46 avrebbe intascato 426.826 lire.

In realtà l'equivoco Blasetti/Basetti/Biasotti verrà fatto scaturire da una confusione d'archivio, mai sviscerata fino in fondo. Il sistema di scommessa Sisal era stato originariamente ideato dal giornalista della Gazzetta dello Sport Massimo Della Pergola, dal produttore cinematografico Fabio Jegher, dal radiocronista Geo Molo, ovvero dai fondatori, a Milano, della Sisal, acronimo di Sport Italia Società a Responsabilità Limitata, i cui ricavati contribuiranno, attraverso il Comitato olimpico nazionale italiano, alla ricostruzione degli impianti sportivi distrutti dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale.