4 agosto

Oggi, ma nel 1978, a Brescia, nella riunione di atletica leggera tra le selezioni nazionali italiana e polacca, Sara Simeoni, di 25 anni, metteva a segno il record mondiale di salto in alto di 2,01 metri che resisterà fino al risultato di 2,02 della tedesca occidentale Ulrike Meyfarth, dell’8 settembre 1982, in occasione dei campionati europei di Atene. La Simeoni (nella foto, particolare, proprio durante la prova da primato, nello scatto proveniente dall’archivio della Federazione italiana di atletica leggera), che aveva debuttato in divisa azzurra, il 19 luglio 1970, a Zenica in Bosnia, nel confronto con la rappresentativa Jugoslavia, saltando 1,65 e incassando una seconda piazza, adottava lo stile col quale lo statunitense Richard “Dick” Fosbury ai giochi a cinque cerchi di Città del Messico, il 20 ottobre 1968, aveva primeggiato con 2,24.
Sara superava i 2 metri fatti registrare dalla germanica dell’est Rosemarie “Rosi” Witschas, maritata Ackermann, a Berlino, il 26 agosto 1977, in occasione del meeting internazionale Istaf, ancora con scavalcamento ventrale. Dopo il risultato del 4 agosto 1978 l’atleta di Rivoli Veronese, allenata dall’ex altista Erminio Azzaro - bronzo ai XIX europei ateniesi il 19 settembre 1969 con 2.17, classe 1948, al quale era legata sentimentalmente dal 1972 e che nel 1987 diverrà suo marito - conquisterà la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca il 26 luglio 1980 saltando 1,97. La regina tricolore dell’alto diverrà icona globale non solo dello sport in gonnella, ma anche d’un certo modo, che gli addetti ai lavori etichetteranno abbastanza semplicisticamente come “anticonformista”, d’essere donna di successo.
Dal 20 maggio 1922, con la pioniera americana Nancy Vorhees, a Simbsbury, con 1.46, nei test della scuola "Ethel Walker" al cimento della già menzionata Ackermann, quindi escludendo lo storico 2,01 della Simeoni, s’erano susseguite 42 progressioni della massima altezza scavalcata. Ma nessuna di quelle aveva riguardato un’italiana. E, tra l'altro, uno solo di quei record era stato ottenuto nel Belpaese. Sempre dalla citata Ackermann, a Roma, allo Stadio olimpico, l’8 settembre 1974, negli europei, quando il suo balzo era stato di 1,95. Lo stesso impianto sportivo capitolino che sarà teatro del primato, da 2,09, della bulgara Stefka Kostadinova, il 30 agosto 1987, ai mondiali.
