6 APRILE

5 Aprile 2023

Oggi, ma nel 1944, a Monticchiello, frazione di Pienza, in provincia di Siena, 70 partigiani della banda capeggiata da Walter Ottaviani, alias “Scipione”, affrontavano 450 militi della Guardia nazionale repubblicana di Salò, che facevano riferimento al capo dell’amministrazione provinciale Giorgio Alberto Chiurco, avendo la meglio.

Ottaviani, sottotenente di fanteria del regio esercito, che era stato preso dai nazisti dopo lo sbandamento degli ufficiali conseguente all’8 settembre 1943, era riuscito a saltare dal treno in corsa che lo deportava verso uno dei campi di prigionia in Germania. Chiurco, medico, docente universitario di Patologia chirurgica nell’ateneo senese, già deputato del Partito nazionale fascista, dal 20 aprile 1929 al 2 marzo 1939, era il federale e prefetto di Siena, dal 25 ottobre 1943. Due antifascisti, Marino “Mario” Cappelli, Mario Mencattelli, venivano uccisi durante la giornata di tensione, nonostante i rinforzi arrivati dalla banda di Mauro Capecchi, detto “Andreoli” o “Faro”, proveniente da Chianciano.

Nel dettaglio, Cappelli, colono del podere di Selvaronconi, oltre che elemento del raggruppamento Monte Amiata, dal 23 febbraio precedente, veniva giustiziato in località Podere Nano, dal maresciallo dei carristi della Repubblica sociale italiana, Marco Bertoli, con un colpo di pistola sparato alla testa perché, dopo essere stato catturato, rifiutava più volte di baciare la foto di Benito Mussolini. Quel 6 aprile ’44 Radio Londra e Radio Bari davano gran risalto nei loro bollettini di guerra per quella che veniva definita la “battaglia di Monticchiello” (nella foto, particolare, il cippo commemorativo posto in piazza Dante Alighieri, al futuro generale dell’esercito Ottaviani, che nella ricorrenza del 30° anniversario, terrà il discorso rievocativo/nello scatto di Paolo Chiti), che segnava l’importante spartiacque in quella zona della Toscana, verso la liberazione della Val d’Orcia e della Val di Chiana.