TURNO DI NOTTE

La scoperta della fedeltà dopo le vacanze

Andiamo in vacanza cercando un temporaneo distacco dalle abitudini. Alla vigilia di ogni partenza fantastichiamo sul piacere che ricaveremo da questa interruzione della vita quotidiana. Ma, giunti nel luogo in cui questa celebrazione dell’inusuale dovrebbe svolgersi, ci sorprendiamo a pensare invece al mondo che ci siamo lasciati alle spalle e al rapporto che intratteniamo con le abitudini dalle quali siamo in fuga. Gesti e parole, azioni e pause che costituiscono la trama di quella vita sono cuciti insieme con il filo di un sentimento oggi in disuso: la fedeltà. Un attributo della fedeltà è la persistenza nel tempo e nello spazio. Lo scopriamo solo nel ritorno a casa.

Per quanto lungo il viaggio o lontana la meta da cui facciamo ritorno, la casa che ritroviamo ce ne dà un indizio muto ma eloquente. Gli oggetti della vita, che abbiamo messo tra parentesi, sono nello stesso posto in cui li abbiamo lasciati: l'orecchia nella pagina del libro sul comodino ci ricorda chi siamo; nel secchio della spazzatura i resti di un'ultima colazione prima della partenza riannodano i fili temporaneamente recisi con un passato prossimo che, per una manciata di giorni, ci è parso remoto. Così, attraverso questa immobilità, assaporiamo il piacere della fedeltà delle cose come il presagio di una personale – per quanto illusoria – immortalità.

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