Today

15 giugno

15 Giugno 2026

Oggi, ma nel 1969, nella galleria Sant’Antonio, nel tratto di strada ferrata tra le stazioni di Barcellona-Castroreale e Terme Vigliatore, sulla linea Palermo-Messina a binario unico, alle 3.05, si scontravano l’accelerato 2910, con 130 viaggiatori a bordo, partito dallo scalo centrale del capoluogo di regione, e il merci 7441/OL1, proveniente dalla fermata FS messinese, causando 8 vittime e 12 feriti. Il traforo dell’incidente era lungo 150 metri e presentava una curvatura. Il 2910 portava 15 minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Ed altrettanti ne aveva accumulati il 7441/OL1. Ambedue procedevano a 90 chilometri all’ora: la massima velocità consentita su quel tratto. L’impatto era violentissimo e, nel frontale, i due locomotori s’incastravano l’uno dentro l’altro. L’errore umano verrà decretato come dovuto all’incuria del capostazione di Castroreale Terme, Giuseppe Venuto, di 50 anni – che infatti fuggiva – che avrebbe dovuto far sostare in stazione l’accelerato 2910.

I soccorsi si riveleranno complessi. Anche per le esalazioni emanate al chiuso dal catrame e dagli altri idrocarburi sversati in ingente quantità dalle cisterne del merci. Materiale altamente infiammabile che, infatti, il 17 giugno, prenderà fuoco. Tra i deceduti vi erano: i macchinisti dei due treni Antonino Saglimbeni, Filadelfio Di Leo, Pasquale Pugliatti, Biagio Bonifacio, capotreno dell’accelerato, il messaggero del vagone postale Francesco Di Salvo, il finanziere Francesco Cardile e i due passeggeri di seconda classe Salvatore Santamaria, studente e promessa dello sport tricolore, e Claudio Fisauli, impiegato della Coldiretti di Randazzo.

In particolare, mediaticamente la vicenda umana che destava maggiore apprensione nel Belpaese era la lotta contro il tempo nel disperato tentativo di salvataggio di Santamaria, di 17 anni (nella foto, particolare, la notizia del decesso riportata sul quotidiano torinese “La Stampa” del 17 giugno di quel 1969). Che spirerà, per collasso renale, dopo 30 ore di agonia, incastrato con la gamba sinistra tra i rottami. Apparteneva alla blasonata Unione sportiva Peloro di Messina, fondata nel 1906 inizialmente come sodalizio calcistico. Tra l'altro s’era classificato secondo nelle prove di lancio del giavellotto valide per la Coppa Italia di atletica. La loro triste fine verrà commemorata, in occasione del 50° anniversario della sciagura, il 15 giugno 2019, nell’atrio della stazione ferroviaria di Messina.