È di 250mila euro la spesa per i consiglieri

Il sindaco chiede il conto di sedute consiliari e di commissione: costi in aumento. Ma Aceto non ci sta
CHIETI. Il consiglio comunale gli sfugge di mano e il sindaco Umberto Di Primio fa la voce grossa facendo i conti in tasca ai consiglieri. Salta fuori così che fra riunioni consiliari e sedute di commissione il Comune nel 2019 ha speso 250mila euro. Costi in salita rispetto agli anni precedenti, nonostante le casse comunali siano sempre più in rosso. Ma il presidente del consiglio Liberato Aceto non ci sta e chiede cifre e dati al segretario generale Celestina Labbadia per capire realmente come stanno le cose. Il segretario non risponde, arriva invece la lettera di Di Primio con il conto, salatissimo, di un anno di amministrazione. A questo punto Aceto decide di convocare per questa mattina un incontro con tutti i presidenti e vicepresidenti delle commissioni. «A margine del colloquio con il sindaco tenutosi in data 27 novembre scorso», scrive il presidente, «si convoca una riunione per discutere in merito all’analisi dell’attività delle commissioni consiliari dal luglio 2015 a oggi. Con l’occasione si chiede di inviare alla segreteria della presidenza del consiglio il numero di sedute e il numero di provvedimenti approvati dal luglio 2015 a oggi». Aceto, dunque, vuole risalire in là negli anni per verificare le affermazioni fatte dal sindaco.
Nervi sempre più tesi, dunque, tra Di Primio e il presidente del consiglio comunale che due giorni fa in aula ha contribuito, con il suo voto, a bocciare la delibera sulla riorganizzazione del trasporto pubblico con le nuove corse per i centri commerciali. La maggioranza, ormai spaccata, non ha retto e ne ha fatto le spese la delibera firmata dall’assessore di Forza Italia, Mario Colantonio. L’assessore ha detto di essersi sentito «tradito» dal suo partito, visto che sono stati proprio i forzisti, con la sola eccezione di Elisabetta Fusilli, a promuovere la protesta che poi ha trovato sponda anche tra i consiglieri di opposizione. Il capogruppo consiliare forzista Marco D’Ingiullo ha spiegato ieri in una nota che non si è trattato di una «bocciatura politica» nei confronti di Colantonio, dato sempre più prossimo a lasciare il partito. «Non si mischino pretesti politici con indirizzi tecnici e amministrativi e non si faccia terrorismo su fantomatici risvolti di una delibera che, per la maggior parte dei consiglieri comunali, è risultata inadatta poiché si andavano a istituire tratte di percorrenza a favore di due centri commerciali», dice D’Ingiullo, che firma la nota insieme ad Aceto, Roberto Melideo, Mario De Lio e agli altri consiglieri FI ad eccezione della Fusilli. (a.i.)

