«È follia chiudere le sei guardie mediche»

San Vito. Il sindaco Catenaro protesta per la sentenza del Tar. Giannantonio (Pd): battaglia in ritardo
SAN VITO. «Sopprimere la guardia medica di San Vito, così come le altre cinque di Palena, Quadri, Celenza sul Trigno, Cupello e Scerni significa tagliare servizi essenziali ai cittadini. È da folli». Non ci sta il sindaco di San Vito, Rocco Catenaro, alla chiusura del servizio di guardia medica del suo paese che segue quella di altri cinque borghi dopo che il Tar ha respinto il ricorso di alcuni Comuni contro la delibera di rideterminazione delle circoscrizioni di continuità assistenziale adottata dall’Azienda sanitaria locale (Asl), sulla scorta delle indicazioni contenute nel Piano di rientro della sanità che taglia sei guardie mediche nella provincia di Chieti.
«San Vito è al servizio di un centro costiero con una conformazione territoriale articolata e di 5.400 residenti, quindi un numero ben maggiore dei 3.500 pazienti per ogni guardia medica indicati dalla delibera», riprende Catenaro, «poi ha subìto già il taglio della guardia turistica estiva e ancor prima del distretto sanitario, non può perdere la guardia medica».
«Purtroppo si doveva lottare anni fa», replica Guerriero Giannantonio, segretario Pd di San Vito, «quando cioè l’ex commissario alla sanità, Gianni Chiodi, emanò il decreto di riduzione delle postazioni di continuità assistenziale (era il 2013, ndc) che fu avallato anche dal Comitato dei sindaci. Per quanto riguarda San Vito cercheremo, con l’assessorato regionale alla sanità, di utilizzare la struttura di via Raffaello, dove c’è la guardia medica, per altri servizi, come ad esempio i prelievi».
Diatriba interna al Comune i cui cittadini ora, in caso di bisogno, dovranno rivolgersi altrove, a Lanciano o Fossacesia. Ripercussioni più pesanti ci saranno in montagna dove chiudono le sedi di Palena e Quadri. È vero che la Asl ha aumentato le postazioni del 118 ma è anche vero che la guardia medica va ad alleggerire proprio il 118, evitando di intasare i Pronto soccorso già affollati. Inoltre con la chiusura di Quadri ad esempio si sovraccaricherà il distretto di Villa Santa Maria che passerà a quindici Comuni serviti, 6 in più rispetto agli attuali. (t.d.r.)
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