È stato un pittore famoso Ora è ridotto in miseria

Luciano Gasbarri, allievo di De Chirico, fondò negli anni Settanta “l’Unionismo” «Dopo il successo mi hanno abbandonato tutti, non ricevo neppure la pensione»
CHIETI. Luciano Gasbarri, pittore teatino a lungo protagonista sulla scena artistica non solo locale -fu lui negli anni Ottanta a portare a Chieti l’allora emergente critico televisivo Vittorio Sgarbi a Chieti per la presentazione del suo primo libro- vive oggi momenti difficilissimi nella abitazione che gli ha messo a disposizione un amico.
Ho raccolto il suo accorato appello e sono andato a trovarlo, dove attualmente passa le sue giornate.
«Sono stato abbandonato da tutti», mi dice, «a cominciare da chi mi stava a fianco. Abbandonato e spogliato di ogni risorsa, eppure nella mia vita ho sempre dato. Ho portato il nome di Chieti ovunque, in Italia e all'estero, dove sono stato a esporre i miei quadri e a portare avanti le mie iniziative nel campo dell’arte».
E' una lunga storia, infatti, quella di Luciano Gasbarri, iniziata oltre mezzo secolo fa, quando a Roma era tra gli allievi di De Chirico ed era pronto a tutto pur di emergere e affermare la sua pittura. Anche a spaziare in mondi sconosciuti. Come avvenne quando la Tribuna Illustrata, sul finire degli anni Sessanta, gli dedicò una copertina per raccontare il suo straordinario incontro con un extraterrestre, dal nome Nicodemo, che con lui, assicurava l'allora giovanissimo e rampante artista, comunicava solo via pensiero.
Una trovata che, come tante altre, contribuì certamente a farlo conoscere, ma il suo successo è stato segnato dalle sue opere e dalla sua capacità di presentarle.
Esponente degli artisti del neo impressionismo romano, ha fondato il movimento artistico che ha chiamato "Unionismo", perché mette insieme tutte le esperienze artistiche maturate nel ’900, ordinandole e valorizzandole. Ma questo è il passato, arricchito dalla partecipazione a mostre in tutto il mondo, con successi anche clamorosi nel nord Europa dove molte gallerie hanno i suoi quadri. La realtà che oggi Luciano Gasbarri è costretto a vivere è di grandissimo disagio. E’ in precarie condizioni fisiche, si muove appoggiato ad un bastone, è praticamente condannato a vivere in casa, ma ha tutt'altro che deposto il suo spirito battagliero.
«Ho fatto richiesta di vedermi concessi i benefici della legge Bacchelli, che toccano a coloro che in campo culturale hanno acquisito meriti», mi dice, «ho presentato una montagna di documenti, ma non ottengo ancora alcuna risposta: tra Roma e Chieti, tra Ministero e prefettura c’è uno scaricabarile che mi indigna. Ho diritto ad una risposta, per quello che ho dato, alla mia città e all'arte. I miei quadri sono in tantissime importanti gallerie. Mi hanno anche creato situazioni che ho denunciato, sfruttando il mio nome per vendere opere senza essere da me autorizzati».
«Non ne ho mai fatto questione», aggiunge con l’amaro in bocca, «perché convinto che l’arte sia comunque un bene di cui tutti devono godere, ma rivendico il mio diritto a vedere riconosciuti gli sforzi e se vuoi anche i sacrifici fatti, in tanti anni, per l'arte, il mio Paese e la mia città. Merito che mi si tenda una mano per aiutarmi a compiere gli ultimi passi della mia esistenza, in rispetto della dignità a cui ha diritto ogni essere umano».(l.d.t.)

