A 15 anni ferito nell’incidente Il giudice: Provincia colpevole
CHIETI. «La caduta del ragazzo è stata causata dalla presenza nel manto stradale di uno scalino di tre centimetri». Lo scrive il giudice di pace Giuseppe Di Francesco nella sentenza con cui ha...
CHIETI. «La caduta del ragazzo è stata causata dalla presenza nel manto stradale di uno scalino di tre centimetri». Lo scrive il giudice di pace Giuseppe Di Francesco nella sentenza con cui ha condannato la Provincia di Chieti, proprietaria della strada, a risarcire i genitori di uno studente di 15 anni rimasto ferito in un incidente in motorino avvenuto sulla provinciale 84 Frentana. Ora l’ente del presidente Mario Pupillo dovrà sborsare in totale 3.571,92 euro.
Il 24 febbraio del 2018 il minore stava percorrendo il tratto Lama dei Peligni-Casoli quando ha perso il controllo del mezzo «per delle irregolarità del manto stradale». Ma la Provincia ha deciso di non riconoscere alcun danno ritenendo che lo schianto sia «da imputare, semmai, alla condotta negligente dal ragazzo, in quanto incurante della presenza di cartelli di limite di velocità e delle condizioni della strada». Ma il giudice di pace di Lanciano ha dato ragione alla famiglia del giovane, assistita dall’avvocato Angelo Manzi. «In particolare», si legge in sentenza, «le pessime condizioni del manto stradale sono risultate chiare soprattutto dalla testimonianza del comandante della polizia municipale di Casoli, Gilberto Odorisio, intervenuto sul luogo del sinistro, che ha confermato la dinamica dell’incidente e la presenza di diverse lesioni sull’asfalto, nonché di una crepa sulla corsia di marcia del ciclomotore che generava un dislivello nella sede stradale». Il conducente dell’auto su cui ha impattato il motorino dopo la caduta, dunque un testimone diretto, ha confermato: «Nel punto in cui è avvenuto l’incidente ci sono crepe simili a uno scalino e lì il ragazzo ha perso il controllo della moto». La Provincia ha insistito sostenendo «di essere esente da responsabilità, dato che la strada era ben visibile, in quanto il fatto si è verificato in pieno giorno, e che lungo di essa erano presenti segnali di limite di velocità fino a 50 chilometri orari. Quindi, la colpa della caduta era ascrivibile solo alla disattenzione del ragazzo». Ma anche su questo punto il giudice smentisce l’ente: «Per quanto riguarda i segnali richiamati dalla Provincia, essi, pur se ritratti in una foto, mancano di qualsiasi riferimento che li faccia ritenere collocati nei pressi del luogo dell’incidente, tant’è che nella relazione dei vigili urbani non ne viene fatta menzione. Di conseguenza, è da ritenere che non vi fosse alcun limite di velocità di 50 chilometri orari da rispettare in quel tratto. Va invece evidenziato che la strada presentava ammaloramenti dell’asfalto tali da renderlo sicuramente precario per il traffico veicolare». (g.let.)

