A caccia dei segreti di San Giustino

I geofisici simulano un terremoto e studiano la risposta del sottosuolo della piazza
CHIETI . Cosa è nascosto nel sottosuolo di piazza San Giustino, tra la cattedrale, il tribunale, palazzo Mezzanotte e palazzo d’Achille? Se lo chiedono i geosifici che, ieri, mattina hanno eseguito rilevazioni nel centro della città. Con una martellata scagliata sul terreno, i ricercatori universitari hanno tracciato la risposta del terreno. Con uno scopo: scoprire quanto è pericolosa, in termini numerici, la zona in caso di un terremoto.
La campagna di rilevazioni, quasi una tac alle stratificazioni del terreno, è stata eseguita dal dottore di ricerca Fabio Colantonio in collaborazione con le università d’Annunzio e di Malta. «Lo scopo è capire il fattore di amplificazione del terreno», spiega Colantonio.
L’attività portata avanti ieri sulla piazza chiusa al traffico e insolitamente deserta – due stese sismiche a rifrazione – è un regalo per l’amministrazione comunale: «I risultati», spiega l’assessore all’Urbanistica Mario Colantonio, «saranno utili durante la progettazione degli interventi di riqualificazione di piazza San Giustino già finanziati dal governo».
I risultati della ricerca saranno oggetto di pubblicazioni scientifiche sul tema della microzonazione di terzo livello: «Dopo la fase di raccolta dei dati dettagliati», dice Colantonio, «ci sarà l’interpretazione». Quindi, per adesso, non si può ancora dire se nelle viscere di piazza San Giustino ci sono tesori archeologici ma a breve potrebbe arrivare la risposta.

