Pescara in crisi, Sebastiani fa da scudo: «Buscè non si tocca»

Il presidente interviene dopo il ko con l’Atalanta U23 e toglie i dubbi sulla posizione dell’allenatore: «Ha la nostra fiducia, adesso anche lui dovrà trovare le soluzioni giuste per uscire da questo momento. Lo ribadisco: abbiamo un organico forte e possiamo puntare a vincere il campionato»
PESCARA. Il Pescara si lecca le ferite dopo la seconda brutta figura consecutiva lontano dall’Adriatico e mercoledì sera contro il Gubbio deve dare risposte concrete. La vetta della classifica dista sei punti, guardarla oggi fa venire i brividi ma il tempo per mettere a posto le cose c’è. Occorrono però da subito segnali chiari e un’inversione di tendenza precisa. Sono tanti gli aspetti da analizzare dopo il ko di Caravaggio. Primo tempo brutto, a tratti scialbo, ma 20’ della ripresa interessanti fino agli inspiegabili 8’ di follia che hanno regalato la partita all’Atalanta. Quanto detto dal tecnico Buscè per spiegare la problematica ha fatto riflettere («Su quelle situazioni chi è in campo deve fare il suo, carattere e cattiveria o le hai oppure…»). Se da un lato gli episodi sono così clamorosi da far propendere per le parole di Buscè, dall’altro l’allenatore dovrebbe sempre proteggere il gruppo squadra per creare quel feeling che oggi forse manca ancora. C’è di più. Al momento, prendendo per buone le parole di capitan Valzania, il Pescara non è ancora squadra. E se soffre tanto su situazioni all’apparenza di facile lettura come quelle di Forlì o di Caravaggio, nell’altra metà campo ancora non dà la sensazione di proporre un calcio codificato e vincente nonostante gli attori protagonisti siano di primissimo livello. Su questo pochi dubbi: il lavoro sul campo può e deve aiutare e il rientro degli indisponibili darà una grande mano. Al netto dell’assenza di Merola, il reparto offensivo a Caravaggio aveva 5 potenziali titolari. Ma Buscè all’intervallo ha preferito alzare un centrocampista (Erradi) sulla linea dei tre attaccanti. Quanto prodotto nei primi 20 minuti ha dato ragione al tecnico biancazzurro, ma con Ferraris e Meazzi in panchina la scelta è stata forte.
Parla Sebastiani. Ieri mattina durante il trofeo Matteotti di ciclismo ha parlato il presidente del Pescara Daniele Sebastiani. E sulla posizione del tecnico Buscè ha tolto ogni dubbio.
«Il mister non si tocca, non scherziamo neanche. In Italia appena si perde una partita si inizia a parlare dell’allenatore. Non è così, Antonio ha la nostra fiducia e adesso anche lui dovrà trovare le soluzioni giuste per uscire da questo momento. Se sono arrabbiato? Certo, abbiamo gettato via per nostri errori altri tre punti. Facile essere belli e concentrati con squadre come il Ravenna ma è in queste partite che si devono portare a casa punti pesanti. Mercoledì abbiamo un’altra partita e dobbiamo fare risultato, poi domenica prossima a Vado in un campo (Sestri Levante) dove occorre sporcarsi le mani. Voglio vedere una vera reazione della squadra».
Sebastiani poi torna sulle sue dichiarazioni di fine mercato quando aveva detto che la squadra era forte e che doveva lottare per vincere. «Oggi ridirei quelle cose perché penso che siamo forti e che possiamo lottare per vincere il campionato. Aspettiamo che rientrano anche tutti gli indisponibili e poi tireremo le somme. Io sono convinto di quello che ho detto, ma se il campo dirà altro ne prenderemo atto e diremo che avremo sbagliato. Oggi però è prematuro esprimere giudizi e criticare. Le dichiarazioni di Valzania e di Buscè? Le ho sentite. Da buon capitano Luca voleva spronare i compagni. E anche il mister voleva fare quello. Ma non ci dimentichiamo che qualche giocatore è arrivato tardi e piano piano tutti stanno trovando la forma».
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