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14 settembre

14 Settembre 2026

Oggi, ma nel 1972, ad Asiago, in provincia di Vicenza, in piazza Giovanni Carli, “Mia Martini”, al secolo Domenica Bertè, di 25 anni, con “Piccolo uomo”, dopo aver totalizzato 123.270 voti, vinceva l’edizione numero 9 del Festivalbar avendo la meglio su Adriano Pappalardo, con il brano “È ancora giorno”, che raccoglieva 120.416 consensi. Le esibizioni, tra quelle dei singoli e quelle dei gruppi, erano complessivamente 26, la conduzione era affidata all’ideatore della kermesse canora Vittorio Salvetti e la sfida tra ugole veniva trasmessa sul piccolo schermo sul Programma nazional della Rai. Tra i grandi calibri in competizione, destinati a diventare interpreti (e in alcuni casi anche autori) ancora più apprezzati nel panorama della musica leggera tricolore, vi erano: Fabrizio De Andrè, con “Un chimico”; "Patti Pravo", ovvero Nicoletta Strambelli, con “Io”; Ornella Vanoni, con “Il mio mondo d’amore”; Marcella Bella, con “Sole che nasce, sole che muore”.

La sorella maggiore di Loredana Bertè (nella foto, particolare, eternata proprio in quel '72), originaria di Bagnara Calabra, in quel di Reggio Calabria, farà il bis l’anno successivo, il 25 agosto 1973, sempre nella medesima città, con la traccia “Minuetto”, battendo Marcella Bella, con “Io domani”. Ritenuta dai critici come una delle voci più originali e sofisticate del Belpaese, rimarrà l’unica cantautrice ad aver trionfato due volte al Festivalbar. Affetta da fibroma all’utero che non vorrà farsi operare, benché l’intervento chirurgico verrà ritenuto necessario dai medici, per timore di poter avere conseguenze negative sul timbro vocale, il suo brillante percorso nel mondo dello spettacolo s’interromperà, a 47 anni, il 12 maggio 1995, a Cardano al Campo, in quel di Varese, ufficialmente per infarto.

Arresto cardiaco verosimilmente causato da overdose di cocaina. Ma le reali circostanze del decesso rimarranno non chiare. Come il controverso rapporto con il padre Giuseppe. Le sorelle Leda, Olivia e la già menzionata Loredana smentiranno, comunque, l’ipotesi del suicidio. Nonostante il prolungato e massiccio utilizzo di antidolorifici da parte di "Mimì".