A casa per malattia ma andava a ballare: licenziamento giusto
ATESSA. É stato giudicato legittimo dal giudice del lavoro del tribunale di Lanciano, Andrea Belli, il licenziamento da parte di Sevel di una donna accusata di abuso di permessi per malattia. La...
ATESSA. É stato giudicato legittimo dal giudice del lavoro del tribunale di Lanciano, Andrea Belli, il licenziamento da parte di Sevel di una donna accusata di abuso di permessi per malattia. La dipendente era stata licenziata nel maggio scorso a causa del comportamento tenuto dal 31 marzo al 5 maggio 2014. In quel periodo la donna era stata pedinata da investigatori privati e fotografata mentre era in un locale e prendeva parte a serate danzanti. La donna, addetta al reparto verniciatura della fabbrica del Ducato, non ha contestato quanto scoperto dall'azienda, ma ha sostenuto che il licenziamento era da considerarsi illegittimo e senza giusta causa dal momento che le sue condotte non potevano ritenersi in contrasto con lo stato di malattia attestato dai medici. La dipendente aveva chiesto la reintegra urgente anche a causa del fatto che la sua retribuzione da lavoro dipendente costituiva la sua unica fonte di reddito dato che è separata, con un figlio a carico e che l'ex coniuge non può versare l'assegno di mantenimento perché ha perso il lavoro. Il tribunale tuttavia ha ritenuto che "pur risultando irreparabile la perdita della retribuzione" i fatti posti alla base del licenziamento sono da considerarsi legittimi. La donna, nel periodo di assenza per malattia aveva infatti subito un incidente dal quale le derivava "trauma cranico non commotivo, distorsione della rachide cervicale con fenomeni di instabilità posturale e cefalee con sintomi come ansia, nausea vomito". Gli stessi medici le avevano prescritto uno specifico trattamento farmacologico, riposo e collare morbido per il collo. É apparso lesivo della fiducia e del patto di correttezza e buona fede tra dipendente e datore di lavoro il fatto che la donna sia andata comunque a ballare trattenendosi fino a tarda notte.
Il giudice ha anche tenuto conto della circostanza che la ricorrente ha prolungato l'assenza dal lavoro per infortunio ogni volta dopo che ha preso parte alle serate.d.d.l.)
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