A due mesi da Gabrielli la maxi frana è ancora lì

Santa Maria Calvona: tutto fermo nonostante il capo della Protezione civile D’Alfonso promise 100mila euro. Lavori mai iniziati e la voragine si aggrava
CHIETI. Due mesi fa arrivò il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, a visionare una spaccatura già molto preoccupante sulla strada Santa Maria Calvona, vicino al Theate Center. Accompagnato dal presidente della Regione Luciano D’Alfonso, Gabrielli si rese conto della gravità della frana, con la terra che era scivolata a tale punto da mettere a rischio le fondamenta di quattro palazzine a monte. Ma quella frana se la guardiamo oggi è diventata ancora più grave. Impressionante. La neve degli ultimi giorni ha provocato danni ovunque nel fragile terreno della provincia, dissesto idrogeologico aggravato da azioni e omissioni dell’uomo e dei vari enti locali, e anche a Santa Maria Calvona, area considerata al alto rischio, la situazione è peggiorata. Il dislivello della spaccatura è tale che sembra assistere a un post terremoto.
Durante la visita di Gabrielli si decise che i primi lavori di consolidamento avrebbero dovuto farsi con urgenza, anche perché i residenti degli edifici vicini erano particolarmente preoccupati. E che attraverso il Genio Civile, il Comune avrebbe ricevuto i primi 100 mila euro. Cifra sufficiente a fare solo un primo intervento. Al sopralluogo del capo della protezione civile erano presenti anche il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore ai lavori pubblici Mario Colantonio. In quella occasione gli amministratori hanno parlato con i residenti in allarme per le loro case, e li hanno rassicurati proprio in virtù della significativa visita di Gabrielli dalla quale sarebbe scaturito un fattivo interessamento.
Ma ad oggi non è stato fatto alcun intervento. I soldi della Regione evidentemente sono nel cassetto del Genio civile e chissà per quali inghippi burocratici fermi, non ancora utilizzati. Intanto la frana cresce e preoccupa le persone.
Peraltro i 100 mila euro promessi dalla Regione, dicono gli esperti, sono sufficienti solo per i primissimi interventi. Per il primo lotto dei lavori di consolidamento ne servono altri 500mila e il doppio per realizzare i lavori definitivi.
In quella parte della città, come ha ricordato il geologo Leandro D’Alessandro a Gabrielli, non è stata realizzata alcuna opera di consolidamento, se si esclude un intervento nel ’90 vicino a Piana Vincolato.

