«A Fosso Marino solo spese senza risultati»
Nuovo divieto di balneazione alla foce. Carlesi (FdI): problema inquinamento mai risolto in 20 anni
VASTO . Nell’estate 2022 è stato scelto come luogo per allestire il palco del Jova beach party e per “tombarlo” sono stati spesi circa 90mila euro di soldi pubblici. A distanza di un anno dai lavori di manutenzione ordinaria e di riqualificazione ambientale di Fosso Marino, che avrebbero dovuto risolvere il problema, quel tratto di litorale è stato nuovamente interdetto alla balneazione. I campionamenti effettuati dall’Arta (agenzia regionale per l’ambiente) hanno certificato valori molto al di sopra del limite consentito dalla legge per la presenza di escherichia coli, causata con ogni probabilità da scarichi abusivi.
L’ordinanza firmata giovedì dal sindaco Francesco Menna tiene banco in questi giorni tra le proteste dei bagnanti – che denunciano la puzza proveniente dal canale – e le critiche dell’opposizione consiliare. Certo è che si tratta di un problema che si trascina da anni senza che si riesca a trovare una soluzione definitiva rispettosa del piano del demanio marittimo comunale, uno strumento di pianificazione del litorale che prevede la rinaturalizzazione del canale.
«Nel tempo di soldi su Fosso Marino ne sono stati sprecati tanti», attacca Piernicola Carlesi, segretario del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, «anche l'ultimo finanziamento pubblico, un contributo della Regione Abruzzo di 120.000 euro, è stato male utilizzato dal Comune. Un fallimento certificato anche dall'assessore all'ambiente, Gabriele Barisano: in 20 anni il centrosinistra non solo non ha risolto il problema degli scarichi abusivi, ma ha sperperato risorse pubbliche cercando di rinaturalizzare qualcosa che la natura ha abbandonato da un pezzo. Oggi in piena stagione turistica, invece di un evento pubblico, invece di un parco rinaturalizzato assistiamo all'ennesimo indecente spettacolo di un'area maleodorante con divieto di balneazione», incalza Carlesi, «qui il sindaco Menna non ha messo nessuna bandiera dei pirati (come è successo per il terminal bus di via Conti Ricci, ndc), perché è la sua vergogna estiva piú grande, la sua piú grande contraddizione, la sua piú grande arroganza. Il luogo doveva accogliere i turisti ma ora c'è uno stagno inquinato che li fa scappare. Anche qui sorge la bandiera bianca di una città che si è arresa», conclude il segretario di Fratelli d’Italia.
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