A Lanciano nuova lettiga del Cristo

Cresce l’attesa per il corteo sacro delle 19. Ieri il pienone per gli Incappucciati
LANCIANO. Sono parte della città e la città risponde sempre al loro richiamo. Migliaia di persone riempiono i vicoli del centro storico, la piazza, il Corso durante le processioni del giovedì e venerdì santo organizzate dall’Arciconfraternita Morte e Orazione di San Filippo Neri. 416 anni di storia, tradizione, religiosità popolare, fede, riflessione che si mescolano alla luce delle fiaccole di confratelli e consorelle, dei vicoli della città, alle note dei Miserere di Masciangelo, Ravazzoni e Bellini al suono cupo della raganella. Preghiere, luci, melodie che entrano nel cuore e accompagnano il Cireneo, il confratello che a piedi scalzi trascina la croce in legno, dal peso di 30 chili e che ha oltre 150 anni di storia, che rappresenta Simone di Cirene, l’uomo che fu obbligato dai soldati romani ad aiutare Gesù a trasportare la croce fino al Calvario. Ed è il Cireneo che nelle processioni racchiude in sè il significato della Passione.
Oggi alle 19 le porte di Santa Chiara si aprono per la processione dell’effigie del Cristo morto che vede tutta l’Arciconfraternita sfilare: confratelli, consorelle e anche i bambini. Ad aprire il corteo, infatti, è la Pannarola, il vessillo tenuto dai bambini, seguono i simboli della Passione di Gesù, portati in spalla dagli adolescenti. Poi il Cireneo - a portare la secolare croce è un confratello diverso da quello del giovedì - che attira su di sé gli occhi di una città intera. La sua croce indica le croci di ognuno di noi; la sua fatica nel portarla e nel non poterla mai poggiare a terra, sono quelle di ogni uomo. Ma lui indica anche la speranza. Poi la statua del Cristo morto, la scultura lignea che leggenda vuole essere stata scolpita nel 1798 da una clarissa del convento di Santa Chiara che impazzì alla fine della sua creazione che non è sofferente, ma serena. Oggi ci sarà una nuova lettiga a trasportare il corpo del Cristo in processione. Fatta dal maestro Paolo Ricchiuti di Bisceglie è intagliata a mano in legno di tiglio, arricchita da foglie di acanto dorate, dal peso di 150 chili. Sopra ha un nuovo manto: è in velluto nero con frange e galloni provenienti dai laboratori vaticani e il ricamo fatto da una suora di Atessa. A chiudere la processione le statue delle tre Marie seguite dalle consorelle in preghiera. A guidare il corteo l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone. Processione che sfilerà sui tappeti di moquette grigia posti ai lati di corso Trento e Trieste per evitare che la cera delle fiaccole crei ulteriori danni ad un pavimento già martoriato e che saranno sistemati oggi pomeriggio dagli operai EcoLan.
Emozioni pure hanno caratterizzato anche la processione degli Incappucciati di ieri notte. Una folla notevole ha atteso il passaggio dei circa duecento confratelli che hanno sfilato per il centro storico con i volti coperti dai cappucci in segno di penitenza, vergogna e di uguaglianza di fronte a Dio, le fiaccole tra le mani ad illuminare i passi anche del Cireneo con la musica della confraternita dei maestri Ravazzoni, Bellini e Masciangelo che accarezzano le orecchie e toccano i cuori contribuendo a creare emozione, pathos e senso di comunità.
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