A piedi da Palmoli fino a Vasto per gli stipendi non ricevuti

La protesta di Tilli l’infermiere dell’istituto San Francesco: è partito alla 5,30 per farsi 35 chilometri Lui e i colleghi attendono ancora la tredicesima, con la bandiera rossa ha marciato per disperazione
VASTO. Chiedono di ricevere quello che spetta loro di diritto. Nulla di più. Davanti al silenzio delle istituzioni loro denunciano la paura del futuro con una nuova mobilitazione. Venanzio Tilli, infermiere dell'IstitutoSan Francesco della Fondazione Padre Alberto Mileno Onlus, nonchè rappresentante sindacale della Cgil-Fp, ha organizzato una marcia per raccontare la disperazione. L'uomo ha deciso di percorrere a piedi la strada che ogni giorno da casa (l'infermiere risiede a Palmoli) lo porta al lavoro a Vasto marina. In pratica 35 chilometri di discese, salite e dossi.
Tilli ha un famiglia da mantenere, un mutuo e le bollette da pagare. Lavora con impegno. Eppure deve ricevere due stipendi arretrati, la tredicesima mensilità del 2015 e gli emolumenti del mese di febbraio, «ai quali», spiegano alcuni colleghi che lo hanno aspettato all'arrivo «presto si aggiungerà anche marzo. Ma quel che più preoccupa è la mancanza di certezze, di garanzie per il futuro ed anche di dialogo con la direzione aziendale».
La singolare protesta di Tilli è cominciata ieri alle 5,30. Stringendo in mano una bandiera tricolore, l'infermiere è partito dal suo paese ed è sceso in direzione della Trignina. Camminando sulla SS650 ha raggiunto San Salvo, la Statale 16 e poi Vasto Marina. A San Salvo lo ha aspettato il collega, Daniele Leone, che ha proseguito con lui la marcia di protesta fino all'istituto San Francesco. I due sono arrivati davanti all'istituto qualche minuto dopo mezzogiorno, dopo 6 ore e mezza di cammino. Altri dipendenti si sono uniti a loro. Non è la prima volta che Tilli protesta per tutti.
L'infermiere, da 25 anni dipendenti della Fondazione Padre Alberto Mileno, nel mese di luglio 2015 si è incatenato davanti al al Comune di Vasto. I pagamenti vanno avanti a singhiozzi da almeno un anno. I sindacati hanno più volte sollecitato le istituzioni ma non sono arrivate risposte. «Dove sono finiti i nostri soldi, sudati e guadagnati con grande dignità dai lavoratori? Dove sono finite le belle parole e le altrettanto belle promesse di tutti i politici indistintamente, di tutti i dirigenti Asl, amministrativi e generali? Dov'è finita la carità francescana tanto esaltata sugli altari? È da un anno che ci state umiliando» aveva riportato la volta scorsa su un cartello appeso al collo Venanzio Tilli. E ieri è tornato a chiedere aiuto con una marcia. (p.c.)

