A piedi fino a Santiago portando un disabile

Marchigiani sulla Maiella per vedere come funziona la carrozzella speciale del Maiella Sporting Team
LAMA DEI PELIGNI. Da Belforte all’Isauro, in provincia di Pesaro-Urbino, a Lama dei Peligni per scoprire i segreti delle jolette, particolari carrozzelle da fuori-strada che permettono di far salire in montagna anche escursionisti diversamente abili. È il viaggio fatto da 5 amici, due diciottenni e tre diciassettenni, domenica scorsa per prepararsi a realizzare un sogno: percorrere il cammino di Santiago da Saint-Jean Pied de Port a Finistere, dal chilometro zero alla fine del mondo. 902 chilometri, 51 giorni di cammino che Davide, Manuel, Cristiano e Adam faranno con Marco, che sarà sulla jolette. Con loro Michela, mamma di Marco, presente anche lei domenica a Lama.
«I ragazzi hanno un grande cuore cementato dall’amicizia», commenta Peppe Ardente dell’associazione Maiella Sporting Team, sodalizio che da anni usa le jolette e ha ideato anche il progetto, finanziato dal ministero, “Montagna senza barriere”, che mira a far vivere la montagna, i suoi colori, i profumi anche a chi ha difficoltà di deambulazione. «I ragazzi sono arrivati a Lama per formarsi e ricevere consigli sulla nostra esperienza con le joelette», riprende Ardente «e li abbiamo accolti con tutto il nostro calore: ben 32 volontari, e la pecorella Maiellama, a disposizione per un tracciato "L’acquedotto Lama-Taranta”, molto impegnativo, di circa 9 chilometri che come associazione abbiamo riaperto, per far capire loro a cosa vanno incontro per arrivare a Santiago di Compostela. E con loro verso Santiago ci saranno anche due nostri soci».
Il progetto dei ragazzi è nato tempo fa e sarà il loro modo di festeggiare la maturità, come dicono sul sito belfortissimi.org. «In realtà il cammino è già iniziato, con una lunga fase di pianificazione e preparazione, resa ancora più complicata dalla pandemia. Stiamo mettendo a punto itinerari, tappe, spostamenti e ci stiamo organizzando per raccontare e condividere con voi la nostra avventura», scrivono i 5 che, appunto, a Lama hanno fatto «allenamento», visitando sentieri meravigliosi e conoscendo un’associazione che da anni fa scoprire la montagna a chi non avrebbe mai immaginato di poterla vivere. (t.d.r.)
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