A Rocca riapre il cinema, a Lanciano no

Il proprietario del Ciakcity: in città la struttura va potenziata ma il Comune deve aiutarci nella spesa
LANCIANO. «Il cinema Maestoso di Lanciano ha un grande potenziale, quello che manca è la collaborazione del Comune, spero che da oggi abbia un atteggiamento diverso». Sergio Rendine, proprietario del cinema del multisala Ciakcity di Rocca San Giovanni e di una cessione della struttura del Maestoso da parte del Comune di Lanciano per 40 anni, interviene sul cambio di gestione delle sale cinematografiche. «Sono rimasto amareggiato dalle parole dei sindaci di Lanciano e Rocca San Giovanni», rimarca Rendine, «dal primo me l’aspettavo, dato che ho avuto un confronto molto duro con Mario Pupillo, ma non capisco di cosa si lamenti il sindaco Gianni Di Rito. Il cinema di Rocca ha sempre funzionato molto bene».
Dopo il passaggio di consegne a una nuova società che gestirà le 10 sale del Ciakcity, siglato il 3 giugno scorso, la struttura di Rocca (6 sale) è pronta a riaprire oggi. Ci vorrà un po’ di più per il Maestoso (4 sale). La Cinemedia srl ha effettuato una cessione di affitto a una cooperativa a responsabilità limitata: la Adriatico Comunicazione. «La piazza di Lanciano dal punto di vista cinematografico è molto vivace, abbiamo sempre avuto buoni numeri», considera Rendine, «quello che manca è l’aiuto dal Comune. Ricordo che sotto la struttura di Santa Rita c’è ancora una vera e propria discarica di oggetti, alcuni dei quali anche ad alto rischio di infiammabilità, tra cui materassi, pile di materiali di ogni tipo e due bare, di un privato accumulati nella struttura a cui il Comune aveva concesso l’utilizzo temporaneo dei sotterranei. Ma la discarica è ancora lì.Per mettere in sicurezza quel magazzino», prosegue l’imprenditore, «la mia società ha speso 30mila euro. Con Pupillo, prima della sua elezione a sindaco, avevamo fatto molti piani, mi ero messo a completa disposizione: tutte promesse cadute nel vuoto».
Per Rendine la struttura deve essere potenziata e riqualificata. «Ci vogliono 200mila euro solo per il passaggio al digitale», incalza Rendine, «e la struttura comincia ad essere vecchia, con problemi di agibilità. Ci sono spese da affrontare su cui il Comune non ha mai voluto discutere. Paghiamo 8-10mila euro l’anno di immondizia per una struttura chiusa 10 mesi su 12, per il riscaldamento e l’elettricità si parla di altri 10mila euro al mese. Volevamo incrementare le presenze col progetto del ristorante CiakFood, ma non abbiamo mai ottenuto la licenza commerciale per aprirlo anche fuori dalla programmazione dei film. Una sala da 700 posti come quella del Maestoso», sottolinea Rendine, «dovrebbe essere il fiore all’occhiello della città, non ce ne sono di simili in Abruzzo. Purtroppo per lo stadio i soldi si sono trovati, ma per la cultura no».
Daria De Laurentiis
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