A San Vito è boom di strutture ricettive

6 Febbraio 2019

L’assessore Flamminio: siamo per il turismo a misura d’uomo, no ai grandi villaggi e ai resort  

SAN VITO CHIETINO. Hotel e affitta camere, ma soprattutto airbnb (alloggi o camere di privati concesse per brevi periodi) e bed and breakfast. Il turismo a San Vito passa attraverso la micro ricettività, gli alberghi diffusi e non le grandi strutture, come resort e villaggi turistici. È quanto emerge da un censimento delle attività turistiche effettuato dall’amministrazione comunale e che va a confermare la linea sul turismo scelta dalla giunta guidata dal sindaco Emiliano Bozzelli: un turismo fatto a “misura d’uomo”, che si basa su strutture non grandi tanto che il resort che doveva sorgere a Colle Foresta, è stato cancellato dall’agenda di governo. In base al censimento a San Vito ci sono 19 case vacanza, ben 39 airbnb, 10 BeB, 3 hotel e un campeggio. Un’offerta ricettiva molto ampia, ma che privilegia senza dubbio la micro ricettività. Una ricettività diffusa su tutto il territorio, ma con la marina che la fa da padrone. Anche se Sant’Apollinare e la campagna piacciono molto agli stranieri.
«Questi numeri», commenta l’assessore al turismo Rosalinda Flamminio, «ci invogliano a continuare sulla strada intrapresa nel settore, ossia agevolare la micro ricettività rispetto ai grandi villaggi e resort che, non a caso, abbiamo combattuto per anni e che abbiamo eliminato dalla nostra agenda di governo. Il nostro è un turismo a misura d’uomo, con turisti che scelgono il nostro territorio per le sue peculiarità, bellezze, il cibo, e che può essere vissuto a 360 gradi. E affittacamere, beb, airbnb anche hotel danno questa possibilità perché si esce non solo per una passeggiata o una nuotata, ma anche per fare la spesa, comprare altri oggetti che servono per la quotidianità. Azioni che fanno crescere tutta l’economia della zona. C’è un rapporto diretto col territorio e le sue peculiarità». In primis il cibo. Non a caso tra migliaia di turisti che si registrano molti sono legati alla ristorazione. «Un turismo enogastronomico», riprende Flamminio, «che si lega a quello della costa, delle bellezze del territorio che ha bisogno di crescere. E dobbiamo e possiamo migliorare i servizi grazie alla collaborazione dei commercianti, dei cittadini e conoscendo meglio i dati sui flussi turistici, le esigenze dei visitatori per calibrare meglio le nostre offerte. E non a caso abbiamo impiegato i due ragazzi del servizio civile in progetti turistici e di promozione del territorio». I due volontari collaborano col Comune per potenziare il sistema turistico, i servizi promozionali, l’accoglienza, creare itinerari e percorsi guidati ma dovranno anche costruire e gestire il database con le principali realtà di accoglienza e servizi sul territorio. Che cresceranno grazie anche alla Via Verde, in fase di realizzazione, su cui il Comune e tutti gli altri paesi della costa puntano per aumentare i turisti, una fetta di persone che guarda ancora di più al territorio, punta su un turismo sostenibile dove il recupero di locali e appartamenti la fa da padrone.
Teresa Di Rocco
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