A Vasto 700 nuovi poveri Cresce la fila alla Caritas

Allarme di Forte: «La città è generosa ma è sempre più difficile andare avanti» In Comune tante richieste di aiuto per affitti e bollette: «Speriamo nella ripresa»
VASTO. I contagi diminuiscono e le attività provano a ripartire. La città confida nel turismo per sanare in parte la grande crisi economica. L’emergenza Covid non ha minato soltanto la salute di migliaia di persone. Il coronavirus ha mandato in miseria centinaia di famiglie. La chiusura forzata delle attività, la crisi dell’industria e la conseguente perdita dei posti di lavoro, hanno creato situazioni drammatiche anche a Vasto. «Vasto è una città solidale e generosa che tende una mano ai più deboli», dice il vice sindaco Giuseppe Forte, «ma è sempre più difficile andare avanti». Il Comune ha distribuito buoni spesa, ma non sono affatto bastati. La commissione affari sociali distribuisce piccole somme. «La situazione tuttavia è ancora critica», dice Forte. «Il termometro della situazione è la Caritas. Le richieste di aiuto crescono e i donatori diminuiscono perché ci sono meno entrate per tutti. Come ho detto, fortunatamente, Vasto è una città generosa. Tanti i pasti che vengono portati alla Caritas e che le famiglie vanno a ritirare con discrezione. Dio non voglia che le grandi industrie mettano in atto i piani di riduzione del personale. Quello che accade alla Pilkington e alla Denso va seguito con estrema attenzione», riflette il vice sindaco .
Ci sono tantissimi altri casi di nuove povertà che restano nascosti per vergogna. Tante le associazioni di volontariato che, con la Caritas e le parrocchie, distribuiscono generi di prima necessità a centinaia di famiglie. A Vasto ci sono più di 700 cosiddetti nuovi poveri. Centinaia i residenti che non hanno alcun reddito, ma ogni mese hanno affitto e bollette da pagare e il cibo da acquistare. E poi ci sono le medicine da comprare senza le quali molti anziani non potrebbero vivere. Ogni giorno in Comune e nelle parrocchie arrivano tante richieste d’aiuto. E sono tante le persone che si trovano in condizioni d’indigenza. C’è anche chi ha bambini e non sa come fare per procurarsi omogeneizzati e pannolini. Imprenditori, grossisti e commercianti hanno donato e donano con generosità pasta, pane e acqua e generi di prima necessità. Anche qualche farmacia ha fatto la sua parte.
Oggi e domani c’è la raccolta nella parrocchia di Santa Maria maggiore. Ma la situazione resta drammatica proprio perché molti vastesi sono rimasti senza lavoro. «La speranza», insiste Forte, «è che con l’arrivo dell’estate possa ripartire il turismo. Il lavoro stagionale sarà una boccata d’ossigeno. Nel frattempo va monitorato con attenzione il settore industriale».

